Gioco
Confindustria, i giovani in assemblea all'Accademia
Azzurra Biagi
◗
Accanto, da sinistra, Francesca Marcucci, Jacopo Morelli e Alessandro Colombini; a destra, l’ammiraglio Pierluigi RosatiIl neopresidente nazionale Morelli: è un luogo d'eccellenza della formazione
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. I giovani imprenditori di Confindustria si riuniscono all'Accademia Navale con il neo presidente nazionale Jacopo Morelli. Lo scenario dell'Accademia, luogo d'eccellenza di formazione ospita così l'assemblea regionale dei giovani industriali sul tema "I giovani e la formazione del futuro". Il neo presidente nazionale, il primo toscano dopo 54 anni, ha incontrato la stampa insieme al presidente regionale Alessandro Colombini e Francesca Marcucci dei giovani imprenditori di Livorno e l'ammiraglio di divisione Pierluigi Rosati, comandante dell'Accademia Navale. «Non ci sarebbe stata sede migliore dell'Accademia Navle - ha dichiarato Francesca Marcucci - una sede di formazione d'eccellenza sul territorio nazionale per la prima uscita pubblica del nostro neo eletto presidente e per la nostra assemblea che ha come tema principale la formazione dei giovani. Un luogo di formazione tecnica - ha aggiunto Marcucci - come quella che i giovani di Confindustria mirano a rivalutare». Marcucci ha sottolineato l'impegno della categoria a «portare avanti la nostra "battaglia" a rivalutazione delle carriere tecniche professionali a discapito delle professioni umanistiche che negli ultimi anni hanno attirati molti, ma che - sottolinea - oggettivamente hanno una collocazione diversa sul mercato del lavoro». Un argomento, quello della specializzazione tecnica, toccato anche nell'intervento del presidente regionale dei giovani imprenditori, Alessandro Colombini: «I nostri giovani pagano la crisi economica e la Toscana è una regione secolarizzata, ma indietro rispetto al nord centro europeo - spiega - Abbiamo moltissimi studenti e pochi laureati, molti ragazzi non frequentano l'università, non sono occupati e non si stanno formando. Le università - ha aggiunto Colombini - sono spesso un parcheggio per i giovani che quando ne escono con una triennale o una specialistica ne escono tardi oppure - ha sottolineato - se escono con lauree in Filosofia e Lettere non riescono a trovare un'occupazione e questo alla lunga portrebbe diventare un problema sociale». «Il futuro di un paese si forma sui banchi di scuola, che deve essere meritocratica giusta e selettiva - ha dichiarato infine Jacopo Morelli - in cui tutte le persone senza distinzioni di ceto possano raggiungere ottimi livelli se lo meritano. Per questo - ha aggiunto - è importante che i giovani seguano le proprie aspirazioni, ma facendolo sempre da professionisti sapendo anche cosa succede nel mondo del lavoro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
