Toscana
Asa deve dare 12 milioni al Comune
Federica Boldrini
Maxi-debito per il mancato pagamento della concessione delle reti
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LIVORNO. Quasi 12 milioni di euro: a tanto ammonta il debito complessivo di Asa nei confronti del Comune di Livorno (più altri 3 mei confronti della Liri) per la concessione delle reti. «Doveva essere saldato a fine giugno ma abbiamo deciso di concedere per una proroga», ha spiegato ieri in commissione l'assessore al Bilancio e al Patrimonio Valter Nebbiai. «Quest'anno ce l'abbiamo fatta - aggiunge l'assessore - ma già dal 2012 in poi sarà necessario trovare una soluzione perché non potremo più permetterci di aspettare viste le difficoltà che abbiamo a far quadrare il bilancio comunale».
È la premessa al grido d'allarme che Nebbiai lancia ai vertici dell'azienda partecipata nel corso della riunione della seconda commissione: «Dobbiamo trovare una soluzione affinché la società possa sanare questo debito». L'assessore non si mostra però pentito delle scelte fatte dall'amministrazione per "salvare" l'azienda. «La riteniamo strategica e abbiamo dimostrato la nostra fiducia con i fatti: abbiamo provveduto alla ricapitalizzazione con un investimento di 3 milioni di euro partecipando attualmente al 37 per cento. Abbiamo inoltre condiviso la scelta del project financing che permette alla società di rimodulare a lungo termine i debiti con le banche che erano a b reve-medio termine».
L'occasione per fare il punto sullo stato di salute dell'azienda di via del Gazometro è stata la presentazione di due interpellanze in commissione del consigliere di Città Diversa Marco Cannito in merito ai bilanci di Asa e Asa Trade e sul loro futuro in vista della separazione degli organici di gas e acqua (il bando di gara è previsto entro il 2012). A preoccupare i consiglieri la situazione debitoria della società che, comunque, da tre anni chiude in utile. «Da un lato c'è un'attività ordinaria che regge - prende la parola il presidente di Asa, Fabio Del Nista - ma la nota dolente sono proprio i debiti che abbiamo verso i fornitori e verso i Comuni che, pur essendo iscritti in bilancio, non siamo riusciti a colmare nei tempi necessari».
Il motivo? «I mancati pagamenti derivano da una difficoltà precisa che caratterizza le aziende, ovvero la difficoltà di incassare le fatture (la morosità è sempre elevata) e di tenersi in linea con i limiti di prezzo del bene senza gravare sull'utenza. Nonostante ciò, gli utili con i quali chiudiamo da tre anni hanno un significato: servono a dimostrare che ci sono dei margini positivi e che nel momento in cui la cassa gira come deve girare, questi utili, potranno consentirci di ripagare il debito». Uno dei più onerosi è proprio quello con il Comune di Livorno per il quale, affonda Cannito, «attualmente non si è ancora trovata una soluzione di restituzione». Un'altra accusa riguarda la comunicazione: «Non mi resta che rivolgermi alla magistratura - tuona Cannito - perché fino a questo momento nessuno mi ha spiegato per quale motivo i consiglieri non possano avere informazioni documentali sullo stato di salute delle aziende partecipate. Siamo in emergenza democratica». Affondo infine anche sulla questione Olt: "Fino ad oggi non abbiamo avuto nessuna paginetta sulle ricadute che l'operazione avrà sul territorio».
Il dibattito è proseguito con Lamberto Giannini (Sel) e Andrea Romano (Idv), impegnati a tutelare la vocazione pubblica dell'azienda, e con i dubbi del consigliere Tamburini (Pdl), preoccupato per l'indebitamento dell'azienda. Gianfranco Lamberti (Confronto) ha chiesto una commissione sul tema dell'Olt e sulle sue ricadute economiche-occupazionali, mentre Massimo Gulì (Pd) ha sottolineato «l'impegno dell'azienda a mantenere un servizio pubblico di qualità». Infine è stato Salvatore Capuozzo (Udc), a porre l'accento sull'assenza dell'assessore di riferimento: "Doveva esserci Claudio Ritorni: sulle partecipate dovrebbe rispondere lui". In effetti l'assenza dell'assessore ha fatto molto rumore.
È la premessa al grido d'allarme che Nebbiai lancia ai vertici dell'azienda partecipata nel corso della riunione della seconda commissione: «Dobbiamo trovare una soluzione affinché la società possa sanare questo debito». L'assessore non si mostra però pentito delle scelte fatte dall'amministrazione per "salvare" l'azienda. «La riteniamo strategica e abbiamo dimostrato la nostra fiducia con i fatti: abbiamo provveduto alla ricapitalizzazione con un investimento di 3 milioni di euro partecipando attualmente al 37 per cento. Abbiamo inoltre condiviso la scelta del project financing che permette alla società di rimodulare a lungo termine i debiti con le banche che erano a b reve-medio termine».
L'occasione per fare il punto sullo stato di salute dell'azienda di via del Gazometro è stata la presentazione di due interpellanze in commissione del consigliere di Città Diversa Marco Cannito in merito ai bilanci di Asa e Asa Trade e sul loro futuro in vista della separazione degli organici di gas e acqua (il bando di gara è previsto entro il 2012). A preoccupare i consiglieri la situazione debitoria della società che, comunque, da tre anni chiude in utile. «Da un lato c'è un'attività ordinaria che regge - prende la parola il presidente di Asa, Fabio Del Nista - ma la nota dolente sono proprio i debiti che abbiamo verso i fornitori e verso i Comuni che, pur essendo iscritti in bilancio, non siamo riusciti a colmare nei tempi necessari».
Il motivo? «I mancati pagamenti derivano da una difficoltà precisa che caratterizza le aziende, ovvero la difficoltà di incassare le fatture (la morosità è sempre elevata) e di tenersi in linea con i limiti di prezzo del bene senza gravare sull'utenza. Nonostante ciò, gli utili con i quali chiudiamo da tre anni hanno un significato: servono a dimostrare che ci sono dei margini positivi e che nel momento in cui la cassa gira come deve girare, questi utili, potranno consentirci di ripagare il debito». Uno dei più onerosi è proprio quello con il Comune di Livorno per il quale, affonda Cannito, «attualmente non si è ancora trovata una soluzione di restituzione». Un'altra accusa riguarda la comunicazione: «Non mi resta che rivolgermi alla magistratura - tuona Cannito - perché fino a questo momento nessuno mi ha spiegato per quale motivo i consiglieri non possano avere informazioni documentali sullo stato di salute delle aziende partecipate. Siamo in emergenza democratica». Affondo infine anche sulla questione Olt: "Fino ad oggi non abbiamo avuto nessuna paginetta sulle ricadute che l'operazione avrà sul territorio».
Il dibattito è proseguito con Lamberto Giannini (Sel) e Andrea Romano (Idv), impegnati a tutelare la vocazione pubblica dell'azienda, e con i dubbi del consigliere Tamburini (Pdl), preoccupato per l'indebitamento dell'azienda. Gianfranco Lamberti (Confronto) ha chiesto una commissione sul tema dell'Olt e sulle sue ricadute economiche-occupazionali, mentre Massimo Gulì (Pd) ha sottolineato «l'impegno dell'azienda a mantenere un servizio pubblico di qualità». Infine è stato Salvatore Capuozzo (Udc), a porre l'accento sull'assenza dell'assessore di riferimento: "Doveva esserci Claudio Ritorni: sulle partecipate dovrebbe rispondere lui". In effetti l'assenza dell'assessore ha fatto molto rumore.
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