Gioco
Una zona fantasma tra macerie, detriti e rifiuti abbandonati
Martina Corirossi
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Uno degli angoli più suggestivi e caratteristici della città abbandonato all'incuria e al degrado. Succede nel cuore del quartiere Venezia, sugli scali delle Ancore.
La zona incriminata si trova proprio di fronte agli scali delle Barchette dove molti edifici storici sono stati recentemente restaurati, tra cui il complesso che una volta ospitava l'ex istituto Paradisino. Pochi metri d'acqua separano le due strade eppure la realtà è completamente diversa sugli scali delle Ancore.
Cantieri che vanno a rilento, cumuli di macere e detriti, pericolose impalcature e strumenti del mestiere lasciati lì chissà da quanto. Insomma, sembra di essere in un'area in completamente abbandonata, quasi in rovina.
Se il primo tratto di strada lascia l'illusione di un certo decoro è nei pressi del mercato ittico che la situazione va a degenerare. Oltre al fatto che la struttura è ormai vecchia, lasciata alle intemperie con muri scalcinati, vetri rotti e porte arrugginite, si notano rifiuti abbandonati un po' ovunque. Forse, il restyling interno ed esterno del mercato di cui si è tanto parlato, gioverebbe all'edificio e a tutta la zona.
Reti da pesca inutilizzate sono accatastate qua e là, altre sono stese ad asciugare di fronte agli ingressi del mercato ittico. E poi ci sono corde, lenze, ganci di metallo, arnesi da pesca che possono rappresentare un pericoloso per chi si avventura lungo gli scali a piedi. Per non parlare di secchi, barattoli di vernice per le barche, barili arrugginiti, escrementi e spazzatura.
Come si vede dalle immagini ci sono anche i resti di un vecchio congelatore su cui sono appoggiate due bilance che probabilmente venivano usate per pesare il pescato. O almeno si spera, perché non sarebbe davvero igienico lasciare alla mercé di chiunque le bilance che la mattina dopo vengono utilizzate per pesare il pesce che finisce sulle nostre tavole.
E infine ci sono le carcasse di alcune sedie di plastiche e di legno ormai inghiottite dalle erbacce che infestano tutti i muri. Alcuni portoni addirittura, ne sono pieni fin sopra ai gradini.
«Esprimo il mio rammarico nel vedere una zona così graziosa che purtroppo sta morendo giorno per giorno - scrive il lettore da cui è partita la segnalazione tramite il nostro sito web -. Ma oltre ad essere un vero peccato vedere un gioiellino della città lasciato al degrado, si tratta anche di un problema di sicurezza. Gli scali delle Ancore diventano la meta costante di tossicodipendenti e delinquenti che sfruttano il cantiere abbandonato, la zona del mercato ittico e gli spazi sottostanti il ponte Santa Trinita, scarsamente illuminati e isolati, come rifugio ideale».
COSì SUL GIORNALE
La zona incriminata si trova proprio di fronte agli scali delle Barchette dove molti edifici storici sono stati recentemente restaurati, tra cui il complesso che una volta ospitava l'ex istituto Paradisino. Pochi metri d'acqua separano le due strade eppure la realtà è completamente diversa sugli scali delle Ancore.
Cantieri che vanno a rilento, cumuli di macere e detriti, pericolose impalcature e strumenti del mestiere lasciati lì chissà da quanto. Insomma, sembra di essere in un'area in completamente abbandonata, quasi in rovina.
Se il primo tratto di strada lascia l'illusione di un certo decoro è nei pressi del mercato ittico che la situazione va a degenerare. Oltre al fatto che la struttura è ormai vecchia, lasciata alle intemperie con muri scalcinati, vetri rotti e porte arrugginite, si notano rifiuti abbandonati un po' ovunque. Forse, il restyling interno ed esterno del mercato di cui si è tanto parlato, gioverebbe all'edificio e a tutta la zona.
Reti da pesca inutilizzate sono accatastate qua e là, altre sono stese ad asciugare di fronte agli ingressi del mercato ittico. E poi ci sono corde, lenze, ganci di metallo, arnesi da pesca che possono rappresentare un pericoloso per chi si avventura lungo gli scali a piedi. Per non parlare di secchi, barattoli di vernice per le barche, barili arrugginiti, escrementi e spazzatura.
Come si vede dalle immagini ci sono anche i resti di un vecchio congelatore su cui sono appoggiate due bilance che probabilmente venivano usate per pesare il pescato. O almeno si spera, perché non sarebbe davvero igienico lasciare alla mercé di chiunque le bilance che la mattina dopo vengono utilizzate per pesare il pesce che finisce sulle nostre tavole.
E infine ci sono le carcasse di alcune sedie di plastiche e di legno ormai inghiottite dalle erbacce che infestano tutti i muri. Alcuni portoni addirittura, ne sono pieni fin sopra ai gradini.
«Esprimo il mio rammarico nel vedere una zona così graziosa che purtroppo sta morendo giorno per giorno - scrive il lettore da cui è partita la segnalazione tramite il nostro sito web -. Ma oltre ad essere un vero peccato vedere un gioiellino della città lasciato al degrado, si tratta anche di un problema di sicurezza. Gli scali delle Ancore diventano la meta costante di tossicodipendenti e delinquenti che sfruttano il cantiere abbandonato, la zona del mercato ittico e gli spazi sottostanti il ponte Santa Trinita, scarsamente illuminati e isolati, come rifugio ideale».
COSì SUL GIORNALE
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
