Il Tirreno

Livorno

«Pronti a occupare le case nuove»

Alessandro Guarducci
«Pronti a occupare le case nuove»

Fiorentina insorge ma il Comune assicura: a settembre i trasferimenti

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LIVORNO. «Qui tutto tace e ancora una volta vediamo accumularsi i ritardi: se entro pochi giorni il consiglio comunale non affronterà il tema del nostro trasferimento occuperemo il palazzo appena ricostruito in via Giordano Bruno». Sono furiosi gli abitanti di Fiorentina. Sono furiosi «perché a novembre, come otto anni fa, ci sono state fatte un sacco di promesse che potrebbero non essere mantenute».  Monica Apicella è uno dei residenti del civico 14 di via Bruno che ieri mattina hanno raggiunto il Comune per intercettare l'assessore Bruno Picchi. È preoccupata, come i vicini, perché la variante urbanistica necessaria a far partire il piano di recupero del quartiere sembra proprio essersi arenata tra gli uffici di Palazzo Civico.  La variante Abitare sociale - che dovrebbe consentire il trasferimento delle prime venti famiglie (quattro proprietarie del proprio alloggio) alla Scopaia - doveva, infatti, essere approdata in consiglio più di due mesi fa. Ma ancora niente. E pare che a complicare la situazione, già ingarbugliata per i ritardi degli uffici, ci si siano messe anche due osservazioni (sul trasferimento del mercato ortufrutticolo e sul futuro della Porta Fiorentina) fatte proprio dalla circoscrizione.  Già a novembre gli abitanti avevano dato vita a una clamorosa protesta: striscioni alle finestre, scritte rosse sulla facciata per denunciare «l'abbandono di Fiorentina». Ora l'avvertimento. «Se in autunno non ci trasferiremo nelle case nuove - ha ripetuto Apicella a Picchi - occuperemo il civico 12, ricostruito al posto del palazzo esploso e ancora disabitato». Picchi non ha nascosto le preoccupazioni, già espresse qualche giorno fa dal segretario comunale Yari De Filicaia, che ha incontrato i residenti nella sede del circolo del Pd di via Garibaldi.  Tutto mentre ieri a Palazzo Civico era in corso la discussione sul piano strutturale (di cui riferiamo a pagina III) con il dibattito che è scivolato, guarda caso, proprio sulla variante dell'abitare sociale. I primi a chiedere lumi sul cronoprogramma di questa operazione sono stati Gianfranco Lamberti (Confronto) e Bruno Tamburini (Pdl), ma l'affondo è arrivato dai banchi del Pd: Vladimiro Del Corona ha preso la parola e non è stato affatto tenero nei confronti dell'amministrazione. «C'è grande bisogno di dare risposte all'emergenza abitativa - dice il consigliere democratico - e invece non abbiamo messo in campo nulla. L'allarmante problema di Fiorentina è sotto gli occhi di tutti, eppure le scadenze che erano state previste per lo sgombero dalle vecchie abitazioni e per il trasferimento nei nuovi alloggi sono saltate tutte. E questo senza che se ne sia fatto cenno in commissione o in consiglio. Siamo rimasti immobili di fronte agli impegni assunti con la variante dell'Abitare sociale».  Accuse molto pesanti, che però trovano conferma nelle parole degli amministratori. «È vero che siamo in ritardo - afferma Picchi - Per domani (oggi pomeriggio, ndr) è stata convocata una commissione sulla variante, ma posso già anticipare che il provvedimento non è pronto».  L'assessore appare molto seccato per la brutta piega che ha preso la vicenda ma non aggiunge altro. Rimandando ulteriori spiegazioni alla commissione, che si annuncia molto tesa. Del resto, la variante in questione avrebbe dovuto essere adottata il 15 marzo per essere poi approvata entro il 20 luglio.  «C'è stato un ritardo netto per motivi tecnici e burocratici - spiega a sua volta Gabriele Cantu - però contiamo di portare in commissione la variante il 31 maggio e di adottarla nella prima decade di giugno in modo da poterla approvare entro la metà di settembre. Il problema vero riguarda gli abitanti di via Bruno 14, ma i piani di sgombero possono essere posticipati fino al 20 settembre e quindi ce la faremo a trasferirli. Organizzeremo un'assemblea per tranquillizzare queste famiglie, spiegando loro qual è la situazione».

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