Sicurezza
Il Venezia lotta e si riprende la Coppa
Juna Goti
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LIVORNO. Il Venezia si riprende il primo remo e davanti a una bella cornice di pubblico porta a casa la coppa Santa Giulia. Una vittoria che ha il sapore dell’orgoglio per i ragazzi di Gigi Suardi finiti al terzo posto - amarissimo per chi è abituato a vincere - nel memorial Lubrani. L’esultanza dei biancorossi al traguardo la dice lunga: salgono in piedi sul gozzo, si battono i pugni sul cuore.
Ma la gara che si è disputata ieri sera sugli scali delle Cantine, in onore della patrona, ha fatto capire a tutti che nel trittico chiave del Palio Marinaro (coppa Risi’atori, Barontini e Palio) il Venezia non avrà vita facile: Borgo Cappuccini (ripescato tra le gozzette dopo il ritiro del Magenta), Pontino e San Jacopo sono lì, pronti a giocarsi il tutto per tutto. Ieri, in batteria, negli 800 metri di gara, sono rimasti tutti e tre sotto i quattro minuti, insieme al Salviano.
Delude l’Ovosodo (fuori al primo turno contro i biancoverdi del San Jacopo), mentre la prima sorpresa è proprio il Borgo, che batte di due secondi Pontino e Salviano. Dopo anni di diarchia Venezia-Pontino e Venezia-Ovosodo, si rivede così una storica finale tra il rione del Borgo e quello della Venezia. Alla fine i biancorossi ruggiscono e nello scontro a due tipico della coppa Santa Giulia corrono avanti di cinque secondi (3’52”8 contro 3’57”4).
Tra le gozzette a quattro remi lo Shangay - con la Y ben in vista sul legno e i fratelli Cosci al primo e quarto remo - non guarda in faccia nessuno. Taglia il sottile filo tenuto d’occhio dalla giuria con dieci secondi di anticipo sul Montenero: 4’18”9 contro 4’28”1. Una curiosità: l’ammiraglio Pier Luigi Rosati arriva sul prato della Fortezza in versione tifoso e incita a più non posso l’equipaggio dell’Accademia Navale, che ha partecipato anche alla Santa Giulia senza entrare in classifica.
E per finire una polemica: per un errore degli organizzatori il Colline vola virtualmente in semifinale col Montenero, pur avendo un tempo peggiore del Sorgenti. I ragazzi del Sorgenti lasciano la gara, ma poi vengono richiamati e corrono regolarmente lo scontro al vertice. La gara, tra un battibecco e l’altro, slitta di mezz’ora.
Ma la gara che si è disputata ieri sera sugli scali delle Cantine, in onore della patrona, ha fatto capire a tutti che nel trittico chiave del Palio Marinaro (coppa Risi’atori, Barontini e Palio) il Venezia non avrà vita facile: Borgo Cappuccini (ripescato tra le gozzette dopo il ritiro del Magenta), Pontino e San Jacopo sono lì, pronti a giocarsi il tutto per tutto. Ieri, in batteria, negli 800 metri di gara, sono rimasti tutti e tre sotto i quattro minuti, insieme al Salviano.
Delude l’Ovosodo (fuori al primo turno contro i biancoverdi del San Jacopo), mentre la prima sorpresa è proprio il Borgo, che batte di due secondi Pontino e Salviano. Dopo anni di diarchia Venezia-Pontino e Venezia-Ovosodo, si rivede così una storica finale tra il rione del Borgo e quello della Venezia. Alla fine i biancorossi ruggiscono e nello scontro a due tipico della coppa Santa Giulia corrono avanti di cinque secondi (3’52”8 contro 3’57”4).
Tra le gozzette a quattro remi lo Shangay - con la Y ben in vista sul legno e i fratelli Cosci al primo e quarto remo - non guarda in faccia nessuno. Taglia il sottile filo tenuto d’occhio dalla giuria con dieci secondi di anticipo sul Montenero: 4’18”9 contro 4’28”1. Una curiosità: l’ammiraglio Pier Luigi Rosati arriva sul prato della Fortezza in versione tifoso e incita a più non posso l’equipaggio dell’Accademia Navale, che ha partecipato anche alla Santa Giulia senza entrare in classifica.
E per finire una polemica: per un errore degli organizzatori il Colline vola virtualmente in semifinale col Montenero, pur avendo un tempo peggiore del Sorgenti. I ragazzi del Sorgenti lasciano la gara, ma poi vengono richiamati e corrono regolarmente lo scontro al vertice. La gara, tra un battibecco e l’altro, slitta di mezz’ora.
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