Gioco
Niente Ikea Rossi gela Livorno e punta su Pisa
Alessandro Guarducci
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Rapporti tesi tra Rossi e Cosimi dopo il caso Ikea3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Livorno è già stata tagliata fuori dalla corsa per l'Ikea. O quasi. E questo nonostante abbia tutti gli strumenti urbanistici e commerciali - unica realtà sulla Toscana costiera - per poter accogliere un insediamento di queste dimensioni. La Regione, infatti, sembra avere puntato sull'area pisana. Questo è il retroscena dell'incontro svoltosi venerdì a Firenze tra il presidente Enrico Rossi e il sindaco Alessando Cosimi che, si dice, avrebbe avuto toni tutt'altro che amichevoli. Già il fatto che nessuno dei protagonisti voglia parlare dell'incontro, la dice lunga sulla situazione di disagio che si è venuta a creare tra Firenze e Livorno su questo argomento. E c'è anche chi parla di un Cosimi visibilmente contrariato al termine della riunione e di un Rossi piuttosto seccato. Proviamo allora a ricostruire quello che è avvenuto sulla base di alcune testimonianze di prima mano. Di certo c'è che Alessandro Cosimi, accompagnato da Bruno Picchi e alcuni tecnici, è partito nel primo pomeriggio di venerdì alla volta di Firenze per consegnare alla Regione l'intera documentazione relativa al Nuovo Centro, comprensiva del piano attuativo approvato dal consiglio comunale, delle licenze edilizie e dell'autorizzazione concessa dalla Regione Toscana stessa per 10.430 metri quadri di Svag (superficie di vendita per la grande distribuzione). Carte che, dal punto di vista tecnico-normativo, assegnano a Livorno un grande vantaggio: in caso di eventuale accordo con la società Levante (gruppo Coop, che ha acquistato le aree commerciali del Nuovo Centro dalla famiglia Fremura), Ikea potrebbe partire subito col progetto. E si sa bene quanto il fattore tempo sia importante per il colosso svedese dell'arredamento. A cui, peraltro, andrebbero benissimo diecimila metri quadri di area di vendita. Nella Toscana costiera, solo Crespina detiene un'altra Svag peraltro di uguali dimensioni a quella livornese: la Regione Toscana accolse infatti sia il progetto del Nuovo Centro sia quello dell'Outlet di Crespina e divise esattamente a metà la Svag disponibile. Ma Livorno si farebbe preferire per l'assetto logistico. Cosimi e Picchi, con queste carte in mano, pensavano di sbaragliare tutti i concorrenti dopo l'uscita di scena di Migliarino (località inizalmente prescelta da Ikea). Ma Rossi e il suo staff avrebbero accolto con grande freddezza la candidatura di Livorno, mostrando così di avere altre ipotesi per la testa. Probabilmente Pisa o dintorni. La delegazione livornese, passato il primo momento di sorpresa, non si sarebbe arresa. Anzi, a quel punto Cosimi e Picchi avrebbero ricordato che il progetto del Nuovo Centro prevedeva una Svag di quasi 15mila metri quadri e che la Regione si era impegnata politicamente a concedere a Livorno gli altri 4.500 metri quadri in occasione del nuovo piano commerciale. Come dire: se la Regione è intenzionata ad aprire una nuova procedura di Svag, prima dovrebbe pensare a Livorno e poi alle altre realtà. Ma il presidente Rossi ha fatto spallucce. Le delusione per Cosimi e Picchi è stata enorme. Hanno capito che difficilmente si parlerà dell'ipotesi di Livorno nell'incontro - fissato in settimana - tra il presidente della Regione e l'amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson. Quindi niente Ikea al Nuovo Centro. Con una considerazione: Livorno non ha solo (grossi) problemi con Roma, ma anche con Firenze.
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