Gioco
Massoneria a tinte rosa Una loggia tutta femminile apre nel cuore della Venezia
Inaugurazione domani, quattordici le donne che ne faranno parte Professioniste, imprenditrici, casalinghe, pensionate, studentesse, insegnanti
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LIVORNO. La prima loggia massonica femminile di Livorno verrà inaugurata il giorno di Santa Giulia, la femmina martire e patrona della città. Una scelta casuale, ma non troppo forse per i segni del destino e delle cose. Anche perché questa prima loggia della storia della nostra città si chiamerà Hypatia, proprio come la filosofa, matematica e astronoma di Alessandria d'Egitto vissuta nel IV secolo, martire della libertà del pensiero. Dopo oltre due secoli di presenza della massoneria maschile nella nostra città sarà inaugurata oggi la prima loggia femminile livornese e quinta in Toscana, la tredicesima d'Italia. Sono 14 le donne che ne faranno parte, di cui 9 maestre. Donne che hanno seguito un preciso percorso iniziatico. Quattordici donne provenienti da Livorno e da Cecina che per tre anni hanno frequentato la Loggia della Concordia di Firenze. La Loggia Massonica femminile di Livorno fa parte de La Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia, l'unica obbedienza femminile operante con statuto e regolamenti riconosciuti a livello internazionale. La prima loggia massonica femminile in Italia si è costituita alla fine degli anni Settanta, oggi le donne massone italiane sono circa 300. La sede provvisoria del nuovo tempio si trova nel quartiere de La Venezia, in quella che un tempo fu una delle antiche stamperie di fondamentali edizioni illuministe. Le 14 donne che formeranno questa prima Loggia Livornese femminile sono di età compresa tra i 20 e 70 anni. Professioniste, imprenditrici, casalinghe, pensionate, studentesse, insegnanti. Laureate, come con diploma di terza media. Assolutamente trasversale. «La massoneria è gerarchica, ma al tempo stesso molto democratica. Siamo donne, sorelle, diverse per età, estrazione sociale, livello culturale. Non è un luogo elitario». Sorride Vittoria Bianchi, 29 anni, una delle promotrici di questa apertura, solare, moderna, spigliata, bella, fuseaux e occhi truccati, molte letture e un lavoro in banca: «In una loggia vige assoluta democrazia, una volta varcate le colonne all'ingresso, la figlia del re e una casalinga o operaia sono e saranno sempre allo stesso livello. Anzi, la casalinga potrà insegnare alla figlia del re. Qui siamo uguali e sorelle». Vittoria Bianchi è la figlia di Massimo Bianchi, Gran Maestro d'Italia aggiunto. La massoneria l'ha respirata fin da bambina. Ma la sua è stata una scelta indipendente, fortemente voluta, non certamente incoraggiata, ma la passione è stata maggiore. Ha iniziato con una tesi di laurea sulla massoneria femminile e oggi aspetta con impazienza l'apertura di questa prima loggia in città: «Il tempio è il luogo della funzione esoterica, rituale, simbolica. Ma il bello è che alla base c'è un'aggregazione di donne. Con la sensibilità e i valori propri delle donne». Non manca nulla nel tempio in Venezia. Le tre grandi luci, libro sacro, squadra e compasso, seggiole, candelabro, segni dello zodiaco alle pareti, i roglietti, i principi della massoneria scritti su un cartello in fondo alla parete, il pavimento a scacchi. Oggi pomeriggio l'inaugurazione avverrà alle ore 18 alla presenza della Maestra Venerabile della Loggia la signora Paola Foggi, ma anche della Gran Maestra, Gabriella Bagnolesi, ovvero colei che è a capo della massoneria femminile d'Italia. Da oggi Livorno ha dunque la sua prima Loggia Femminile, unico requisito, essere donne libere e di buoni costumi.
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