Gioco
DAgostino invita ad accogliere gli stranieri, «ma chi delinque va espulso». Anche un incontro di fioretto
Che festa al compleanno della polizia
Lara Loreti
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La cerimonia per la festa della polizia a Villa Henderson Sotto i bimbi cantano lInno di Mameli al termine della festa Il questore agli agenti: la città vi deve ringraziare. E i bimbi cantano l'Inno di Mameli
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LIVORNO. Emozioni, sport e tantissimi bambini. Non solo benemerenze e interventi istituzionali ieri mattina alla festa della Polizia di Stato, che ha celebrato il suo 159° compleanno. In una splendida giornata di sole, nel cortile di Villa Henderson in via Roma, i protagonisti sono stati gli agenti di polizia nella loro veste più umana. Accompagnati da mogli, mariti e figli, entusiasti di trascorrere una mattinata a stretto contatto con il lavoro dei genitori. Gli onori di casa spettano al questore, Bruno D'Agostino, che dopo la lettura del discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, prende la parola ringraziando i suoi uomini. Un intervento di grande attualità il suo, che ha parlato del territorio livornese con uno sguardo lusinghiero verso il lavoro svolto, ma anche critico nei confronti di certi problemi che caratterizzano la città. Per prima cosa D'Agostino ha evidenziato la diminuzione dei reati e la forte rete di solidarietà tipica del nostro territorio: «A differenza di tante città dove impera un'indifferenza che spesso rasenta l'omertà, a Livorno c'è una viva partecipazione della gente. E soprattutto una forte attenzione sociale agli altri. Caratteristiche fondamentali per agevolare il lavoro delle forze dell'ordine». Il questore ha lanciato quindi un monito alle famiglie, affinché siano sempre presenti e attente soprattutto verso i giovani, e ha spronato la società civile a fare altrettanto. «Il ruolo delle forze dell'ordine è quello di stare in prima linea, ma l'impegno deve essere di tutti, dalle istituzioni ai commercianti ai professionisti fino alla chiesa e ai singoli cittadini. Bisogna fare sistema per garantire più sicurezza. Perché il danno, per chi subisce un reato, va al di là di tutte le statistiche». Il questore D'Agostino dice quindi no alla violenza per far valere le proprie ragioni (come è successo qualche giorno fa nella rissa alla Conad di via Fagioli per il prosciutto tagliato troppo alto o nel caso dell'aggressione ai vigili urbani da parte dei senegalesi al mercato ndr), no agli imbrattamenti dei muri per esprimere le proprie idee politiche, no al divertimento selvaggio di chi reca disturbo a chi riposa di notte. Un riferimento va anche alla problematica degli immigrati. «Gli stranieri, soprattutto quelli che fuggono da guerre e sofferenze, vanno aiutati, loro hanno bisogno di noi e noi di loro - dice il questore - Così come vanno espulsi coloro che delinquono e non rispettano le regole. La certezza della pena è fondamentale». Infine un ringraziamento a tutte le forze dell'ordine, a Vigili del fuoco, Capitaneria, Accademia navale e Folgore, un ufficiale della quale «è stato recentemente colpito da un grave e vile attentato dinamitardo», ma soprattutto grazie al personale della Polizia e alla loro famiglie. «Da 36 anni svolgo questo lavoro e so quanto sia difficile condividere la vita di noi poliziotti». Emozionante il momento delle premiazioni degli agenti che si sono distinti nel servizio per le loro doti investigative. Oltre a encomi e lodi, è stata anche conferita una medaglia di bronzo al valor civile all'agente Marco De Angelis per aver salvato una persona che nell'aprile 2008 aveva tentato di togliersi la vita lanciandosi dal monumento a Ciano. E dopo le premiazioni, c'è stato anche un momento agonistico: un incontro di fioretto di due atleti delle giovanili delle Fiamme Oro, illustrato da Marco Vannini, maestro di fioretto, ex campione della specialità. In chiusura, i bimbi delle scuole hanno cantato l'inno di Mameli.
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