Sicurezza
tasse e tutti noi saremmo più contenti e il problema risolto».
Ludovica Monarca
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tasse e tutti noi saremmo più contenti e il problema risolto». Voci fuori dal coro Ma, a forza di cercare, si trova anche qualche voce fuori dal coro. Come quella di Stefano Bardini, 54 anni, macellaio. «Le forze dell'ordine hanno fatto il loro dovere - afferma - i senegalesi sono troppi, fanno concorrenza sleale e lasciano sempre sporco. Certo se la polizia fosse presente al mercato ogni giorno, allora forse cambierebbe qualcosa davvero». I problemi sono altri La vendita di merce contraffatta, la mancanza di permessi, la concorrenza sleale non sono invece i veri problemi della piazza secondo Ronny Benaya, 30 anni, che lavora a un banco di frutta e racconta: «In questo quartiere è anche pieno di spacciatori, non capisco perché la polizia preferisca occuparsi dei senegalesi. In fondo la merce contraffatta è ovunque, sarei curioso anche di sapere se poi tutti i banchi del mercato hanno i permessi in regola. Queste retate mi sembrano un accanimento sul più debole». Mi fanno compagnia Non solo, c'è anche chi, come Deborah Paradisi, panettiera di trent' anni, ci tiene a dire di essere felice di avere tanti ragazzi in piazza anche fino a tarda sera. «Mi fanno compagnia, a volte mi sento quasi più sicura - dice, andando contro un diffuso luogo comune per cui l'immigrato potra insicurezza - Le autorità potrebbero occuparsi di reati ben peggiori, o quantomeno dare una linea di continuità alle loro operazioni. Con queste operazioni estemporanee non si capisce niente. Ci vogliono messaggi più chiari». Non c'è dubbio, la parola chiave per i commercianti di Piazza Cavallotti è proprio lei: chiarezza.
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