Lutto
I numeri della polizia: meno reati commessi e maggiore controllo
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LIVORNO. Reati in calo, con conseguenze calo degli arresti, ma accanto a questo trend che si consolida secondo quanto accade da anni, si registra una migliore qualità degli interventi, con un numero maggiore di responsabili di reati gravi scoperti e perseguiti. Ecco in estrema sintesi il bilancio di un anno di attività nella provincia di Livorno presentato ieri mattina alla caserma di viale Boccaccio dal questore Bruno D'agostini, affiancato dal vicequestore Paolo Rossi, dal dirigente dell'anticrimine Francesco Zerilli, dai dirigenti delle volanti, Stefano Caroti, della squadra mobile, Marco Staffa, della divisione amministrativa, Ermelinda Trotta, e dell'ufficio di Gabinetto, Daniele Ridente. L'incontro come presentazione della Festa della polizia di stamani alle 10,30 a Villa Henderson in via Roma. Il questore ha posto l'accento sul fatto che i risultatai tangibili ottenuti sono figli, oltre che dell'impegno di tutto il personale, dal fatto che sono cresciute le attività di controllo del territorio e di intelligence, che hanno portato a individuare i responsabili dei reati ma anche a prevenirli, e quasto anche grazie al fatto che è entrata in funzione una cabina di regia provinciale che coordina i vari interventi e soprattutto fornisce dati per pianificare interventi nelle aree più "calde" del territorio. Poi, grazie anche all'esposizione del dottor Zerilli e dei capi dei vari dipartimenti, sono stati affrontati alcuni temi scottanti. In particolare si è parlato dello stadio, dove, grazie alla messa a registro delle nuove strutture di sicurezza agli ingressi e alla tessera del tifoso, si è vissuto un anno decisamente tranquillo (anche se non sono mancati 55 Daspo). Il questore D'Agostino ha rilevato poi come un'altro punto di duro confronto, quello del Limoncino, nei fatti è statao gestito senza problemi, assicurando la libertà di circolazione a tutti. «Nei soli tre episodi che ci sono stati problemi - ha aggiunto - i responsabili sono stati identificati e segnalati alla procura». Poi si è parlato del poliziotto di quartiere, sempre più radicato tra la gente, e a questo proposito è stato riferito un fatto avvenuto un mese addietro, quando un anziano commerciante livornese, vessato e picchiato dalla figlia per motivi economici, è stato "liberato" dal poliziotto di quartiere, che oltre a fare in modo che la donna venisse denunciata, lo ha assistito nei giorni immediatmente successivi. Infine citati i vari controlli a circoli e locali, a seguito di esposti, che spesso hanno portato a multe e chiusure.
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