Il Tirreno

Livorno

«Una guerra tra poveri»

Un vigile in borghese con il giacchetto strappato nella zuffa al mercato
◗
Un vigile in borghese con il giacchetto strappato nella zuffa al mercato

Gli ambulanti chiedono legalità. «Sempre, non ogni tanto»

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Venditori abusivi nell'occhio del ciclone, dopo il parapiglia con i vigili urbani, ma nel mare della crisi si dibattono anche loro, gli ambulanti del mercato. I commercianti ricordano che la concorrenza degli irregolari alla fine si fa sentire per chi paga tasse e balzelli, in quella che sta diventando una sorta di guerra tra poveri.  E i commercianti, che condannano unanimamente gli incidenti di ieri mattina - «La violenza non è mai ammissibile, specie contro le forze dell'ordine» - ricordano che quello che è successo è anche figlio di una poltica ondivaga, nel senso che controlli e sequestri sono giusti e inevitabili, ma che la legge non dovrebbe essere fatta rispettare a periodi, finendo così con l'ingenerare aspettative sbagliate tra gli abusivi.  «I vigili hanno agito in maniera professionale - attacca Renzo Bueno - ma non aveva mai visto i sengalesi così inferociti. Io personalmente ho visto strattonare in malo modo un agente. Sono cose inaccettabili - i vigili si possono criticare, ma non si possono certo aggredire, come hanno fatto anche molti livornesi».  Accanto al banco di Bueno Jang Lin, un cinese che da 17 anni vive in Italia, nota che la legge è quella e che va fatta rispettare, ma «non si può farlo ad intervalli, tollerando tutto per settimane e poi passare alla linea dura all'improvviso, una cosa che può scatenare questi problemi».  Dello stesso ordine di idee anche Renato Paoletti, che afferma che «la legge è quella e non si può far finta che non ci sia». Allo stesso tempo il commerciante nota come i morsi della crisi si stiano facendo sentire su tutti e adesso la fetta di incassi che, comunque, gli abusivi portano via a chi ha un'attività regolare, si sta facendo sentire in maniera pesante. «Mi dispiace per loro - conclude - ma prima dobbiamo pensare a noi e alle nostre famiglie».  Claudio Papanti parla di una «guerra tra poveri», e accanto ma lui, Carmelo Modafferi, dice che se si lascia entrare in Italia queste persone, è doveroso fare in modo che possano mantenersi in modo decoroso senza creare problemi a chi lavora regolarmente e paga le tasse.  Infine Davide Franceschi, che lavora in piazza Cavallotti: «Personalemnte non mi danno noi nè mi creano problemi di concorrenza, ma le regole devono valere per tutti. E comunque bisognerà trovare una soluzione, altrimenti qui sarà tutti i giorni una battaglia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web