Gioco
Padoin, la mia vita da prefetto
Martina Corirossi
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Da sinistra Mannino Micheletti Bernabò Padoin e Berti durante la presentazione L'identikit di una professione con trent'anni di esperienza
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LIVORNO. Le pagine di un libro per tracciare l'identikit di una professione attraverso trent'anni di esperienza. Al Museo di storia naturale è stato presentato il libro "Il prefetto. Questo sconosciuto", di Paolo Padoin. Durante l'intervista all'autore del direttore de Il Tirreno, Roberto Bernabò, è emersa la figura di un uomo che intreccia la sua personale vicenda professionale con trent'anni di storia italiana. Un uomo che ama misurarsi con se stesso e con gli altri ma che, allontanandosi dai rigidi compiti istituzionali, ha saputo raccontarsi in modo naturale e umile, svelando gli aspetti più inattesi di una figura che resta sempre troppo nell'ombra e lontana dai cittadini. Padoin non si è sottratto ad alcuna domanda, dalle più spinose sull'attuale situazione politica ed economica italiana a cui ha risposto senza peli sulla lingua, a quelle un po' più leggere sul calcio, la sua eterna passione. Quasi quarant'anni racchiusi in un piccolo volume, tantissime esperienze vissute nelle principali città italiane, da Pavia a Pisa a Torino, fino a quello strano rapporto un po' segnato dal destino che lo lega al terrorismo. I ricavati delle vendite saranno devoluti alla Lega italiana fibrosi cistica. Presenti alla conferenza anche Franco Berti, presidente della lega e Edoardo Micheletti direttore del dipartimento materno infantile della Asl, che si occupa di dare aiuto e consulenza alle famiglie con bambini affetti da questa malattia.
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