Gioco
La proposta: «Un albo e licenze anche per questi venditori»
Le contraddizioni dei livornesi ma basta con certi spettacoli
don Paolo Razzauti
◗
La protesta in piazza Civica 3 MINUTI DI LETTURA
Ieri mattina in piazza Cavallotti, come già accaduto diverse volte, c'è stata un'ispezione nei confronti dei venditori ambulanti di colore. L'ispezione si dice fosse stata richiesta dai commercianti della zona. Una volta arrivata la Polizia Municipale è nata una rissa tra i giovani di colore ed i Vigili stessi: a questo punto la sorpresa: la gente che era in piazza, tra la quale diversi commercianti, si è schierata a favore dei ragazzi di colore. Potrebbe sembrare un controsenso, ma non lo è e fa parte dello spirito livornese. I commercianti per cercare di non avere multe hanno indicato i venditori non autorizzati come una forma di difesa; ma una volta che hanno visto questi ragazzi cacciati e immessi in una rissa, non hanno avuto il minimo dubbio per schierarsi con loro: va dove ti porta il cuore, e il cuore dei livornesi è limpido e si schiera sempre dalla parte dei più deboli. Certamente questi venditori ambulanti abusivi stanno diventando tanti, ma danno veramente noia e fanno veramente diminuire gli incassi agli altri? Non è che tante volte ci si sente "superiori" nei loro confronti e ci si comporta (tutti nessuno escluso) con loro in maniera che mai oseremmo fare con un livornese o un italiano? Non mi venite a dire che non si sa (anche da parte delle Istituzioni) che la maggior parte di loro sono laureati e la vendita ambulante è il primo lavoro che viene loro offerto, e spesso, da persone che li sfruttano? Lo sappiamo che, ormai, tanti lavori che gli italiani rifiutano, vengono svolti da questi ragazzi? Abbiamo mai pensato che anche noi potevamo essere come loro, se nati in altra parte del mondo? Anch'essi sono persone con la loro cultura e dignità e nessuno, ripeto nessuno, ha il diritto di sbeffeggiarli o di trattarli come fossero cose e non persone. Mi viene in mente una proposta per le istituzioni e in particolare per la commissione comunale dei diritti civili (che sta operando molto bene in questi settori e non solo): perchè non fare un albo anche per loro, concedendo delle licenze di vendita, in modo che abbiano diritti e doveri come gli altri. E, poi, se danno così noia, perchè non trovare luoghi fissi dove possano vendere la loro merce? Livorno che passa per essere una città accogliente, non può e non deve più vedere spettacoli come ieri mattina. Un suggerimento anche alla polizia municipale (che va ringraziata per i tanti servizi che rende alla città): quando andate da uno di loro, pensate che potrebbe essere vostro figlio o vostro fratello e trattatelo di conseguenza. Livorno non vuole violenza, ma la pace e la giustizia tra le diversità, allora potrà divenire un vero esempio. Forza livornesi, diamoci da fare e mostriamo cuore e intelligenza aperti e non chiusi da vane meschinità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
