Il Tirreno

Livorno

Il mio Effetto al fotofinish

Roberto Cestari
Mario Menicagli direttore artistico di Effetto Venezia
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Mario Menicagli direttore artistico di Effetto Venezia

«Meno soldi ma buone idee, punto su opera e danza»

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 LIVORNO. L'Effetto Venezia è stato deciso al fotofinish, ma nonostante manchino una settantina di giorni alla data di inizio e ancora non ci siano certezze sul budget a disposizione per la kermesse estiva, Mario Menicagli - direttore artistico riconfermato - mostra un'invidiabile tranquillità e si dice pronto alla nuova sfida. E oltretutto lancia le parole d'ordine del festival che quest'anno, dopo la Spagna, sarà dedicato alla Francia.  Ancora una volta Menicagli punterà sull'opera ma anche sulla danza, memore del successo riscosso l'anno scorso.  Un Effetto Venezia che dovrà essere organizzato di corsa...  «E' vero, 70 giorni possono sembrare pochi ma devo ammettere che avevo già pensato a come impostare la manifestazione, anche se in maniera sicuramente ufficiosa. Allo stesso tempo devo dire una cosa che potrà sembra strana: mi sento molto meno preoccupato quest'anno che nel 2010».  Perché?  «Perché allora non avevo alcuna esperienza dei problemi, soprattutto tecnici, dell'evento, mentre quest'anno conosco la manifestazione e soprattutto i problemi tecnici legati al luogo dove si svolge, e so già come intervenire. E per l'aspetto artistico, quello legato agli eventi, i tempi non sono così stretti come potrebbe sembrare, anche perché, ripeto, ho le mie idee. E poi lavorare in tempi stretti, come alla fine accade ogni volta, mi dà quella sferzata di adrenalina che mi aiuta a lavorare meglio. E poi, nella fase precedente, penso di aver già messo a punto il 70 per cento della mia impostazione».  Quindi si può già abbozzare un programma? Ma si sa quale sarà il budget?  «Le cose sono ovviamente dipendenti: io ho in mente alcuni eventi principali, diciamo quattro o cinque. Quanti se ne faranno e come dipende ovviamente dai soldi che avrò a disposizione. E questo lo dovrei sapere nella riunione in programma nei prossimi giorni».  Ma non si rischia, tanto per parafrasare il detto, di fare un "Effetto con i fichi secchi".  «No. E' chiaro che il budget influisce certamente, ma in questi casi non si cambia lo spettacolo quanto il personaggio, nel senso che magari si punta ad un nome meno costoso ma che garantisca comunque qualità e richiamo. Certo che con 50mila euro non avremmo potuto fare l'Effetto Venezia».  Può darci qualche anticipazione?  «Io vengo dalla musica classica (Mario Menicagli è un apprezzato direttore d'orchestra ndr) e quindi le mie idee risentono della mia impostazione artistica. Quindi sicuramente vorrei puntare ancora una volta sull'opera lirica, che l'altr'anno riscosse un grande successo, ma anche sulla danza, un altro evento sulla quale avevo puntato, ma con minore ceretezze, e che invece ha riscosso a sua volta un enorme riscontro di pubblico».  Quest'anno si parlerà di Francia. Arriveranno gruppi transalpini?  «Non è detto, anche se nella scorsa edizione lo spettacolo di apertura vide in scena degli artisti spagnoli. Però il tema sarà quello della Francia».

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