Gioco
Benedizioni e sfottò Conto alla rovescia per la Santa Giulia
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Il voltone pieno di spettatori nella passata edizione della Santa Giulia 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Tra sacro e profano. Tra le fatiche dei vogatori che si sfideranno sui fossi e la processione che seguirà la patrona dal Duomo a piazza Grande. Domenica Livorno si veste a festa e si prepara ad applaudire la coppa Santa Giulia. «Una gara - sottolinea l'assessore allo sport, Claudio Ritorni - che non ha niente da invidiare, per spettacolarità e spirito agonistico, al trittico classico del campionato marinaro». Ovvero Risi'Atori, Barontini e Palio della Terrazza. Per presentare la competizione dedicata alla patrona gli organizzatori hanno scelto il tempio del remo: la cantina che si affaccia sugli Scali D'Azeglio e che un altro veterano dei gozzi, Gino detto Falanga, ha trasformato in un vero e proprio pezzo di storia di Livorno e della livornesità. Intorno al tavolo l'assessore allo sport Claudio Ritorni, don Paolo Razzauti (in rappresentanza della Diocesi), il presidente della compagnia portuali Enzo Raugei (che ha fornito le torri per illuminare i fossi durante la gara tornata finalmente in notturna), il presidente del Palio Marinaro, Vittorio Pasqui, e i rappresentanti delle associazioni che prenderanno parte alle iniziative collaterali alla manifestazione (tutti i dettagli nell'inserto). Domenica il vescovo accompagnerà l'immagine della patrona fino a piazza della Repubblica, benedirà gli equipaggi e l'ambito Cencio, poi partirà la competizione. La gara. La coppa Santa Giulia è una gara a cronometro su un percorso di circa 800 metri, con partenza e arrivo nello specchio d'acqua degli Scali delle Cantine, davanti alle finestre giallorosse del Pontino San Marco. Ragazzi del minipalio, donne, equipaggi a quattro e a dieci remi si sfidano a due a due, per fasi eliminatorie, disponendo le imbarcazioni in senso contrario sulla linea di partenza. Qui viene sistemata una fune a scomparsa, a cui viene legato un sagolino che il timoniere deve tenere in tensione fino allo start. La gara è a inseguimento: vince chi taglia per primo il traguardo. Le partenze avvengono in un crescendo di tensione, a circa dieci minuti l'una dall'altra. Il programma. Dalle 16 alle 19 sono previste le fasi eliminatorie dei ragazzi under 18 e degli equipaggi femminili. Le finali di queste due categorie sono fissate per le 20, seguite da eliminatorie e sfide conclusive tra gozzette a quattro e imbarcazioni a dieci remi. La premiazione si accenderà poco prima della mezzanotte. Ecco le sfide. Il via con le gozzette femminili: alle 17 si sfidano Borgo e Colline, alle 17.10 Montenero e Antignano, alle 17.20 parte il Salviano. A seguire i ragazzi del minipalio, sempre a quattro remi: 17.40 Pontino contro Venezia, 17.50 San Jacopo e Salviano, 18 Benci Centro-Ovosodo contro Borgo Cappuccini. In notturna i vincitori delle sfide vengono risorteggiati, per la regata finale. Ecco, invece, i sorteggi per le gozzette a quattro remi: alle 20.30 si sfidano Accademia Navale e Colline, alle 20.40 Montenero e Shangai, alle 20.50 Sorgenti e Antignano. Per le ciurme a dieci remi: partono alle 21 Ardenza e Venezia, alle 21.10 San Jacopo e Ovosodo, alle 21.20 Salviano e Fabbricotti, alle 21.30 Borgo e Pontino. «Mettete la zavorra sulla barca dell'Accademia». Verrebbe da dire: tra benedizioni e sfottò. Gli organizzatori ci scherzano su: «Quando l'equipaggio dell'Accademia ha debuttato nessuno, tra le sezioni nautiche, sembrava preoccupato. Ma dopo la vittoria della D'Alesio i telefoni hanno iniziato a squillare: mettete in barca la zavorra....». Gli atleti in divisa parteciperanno anche alla coppa Santa Giulia, ma ancora una volta resteranno fuori dalla classifica. il motivo? «Il regolamento - spiega Pasqui - dice che a bordo degli equipaggi in gara ci può essere al massimo un canottiere. In più i vogatori devono essere tutti livornesi o residenti in città. Stiamo ancora valutando se è possibile modificare le carta del Palio per consentire, dal prossimo anno, la partecipazione a tutti gli effetti dell'equipaggio dell'Accademia». J.G.
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