Il Tirreno

Livorno

Una livornese ingegnere dell'anno

Roberto Cestari
A destra e sopra, la premiazione di Laura Lazzerini
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A destra e sopra, la premiazione di Laura Lazzerini

Laura Lazzerini premiata a Londra nella serata del Cedia

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 LIVORNO. «Quando mi hanno invitata al galà di Londra, non mi hanno detto niente, e invece, ad un certo punto della serata, l'annunciatore ha letto il mio nome, dicendo che ero stata premiata come il miglior tecnico per il 2011».  Il galà che si teneva all'"One Myafair" nel quartiere del West End, era quello dei "Cedia Awards", l'associazione che analizza il lavoro di tecnici ed ingegneri nella progettazione ed integrazione elettronica dei sistemi di automazione domestica (domotica) e nei grandi yacht. Lei, la vincitrice, è Laura Lazzerini, 34 anni, ingegnere elettronico livornese, grande esperta dello yachting. Alta, bionda e slanciata, Laura si è alzata a dir poco sorpresa per andare a ritirare il premio, ma la sorpresa in sala è stata ancora maggiore: «Quello che ha fatto scalpore non è stato il fatto che fossi una donna, anche se credo proprio di essere la prima ad aver vinto quel premio - sottolinea sorridendo - ma che fossi italiana: infatti fino ad ora, nei circa 20 anni di vita dei Ceda Awards, questo premio era stato sempre vinto da tecnici inglesi o olandesi».  Insomma Laura è stata scelta come miglior tecnico del settore di tutta l'Europa, Africa, Medio Oriente, Russia, India e Pakistan. Ma qual'è stato il motivo che ha fatto pendere la bilancia degli esaminatori, che hanno vagliato curriculum ed esperienze concrete di lavoro e progettazione, in favore dell'ingegnere livornese? «Credo che sia stata la mia voglia di innovare, senza rimanere ancorata ai soliti schemi, ma cercando sempre soluzioni originali».  E la voglia di andare al di là dagli schemi è uno dei tratti caratteristici di Laura, che sotto l'espressione dolce e la voce mai alta, mostra una volontà di ferro. Figlia di un commercialista livornese, Giovanni Lazzerini, e di un medico dell'allora Cecoslovacchia, la dottoressa Jana Neuwirthova, che molti ricordano per aver lavorato nel nostro ospedale, Laura ha messo subito in chiaro cosa voleva fare della sua vita: «Ho fatto il classico, una scuola che mi ha dato grandi soddisfazioni, poi ho scelto ingegneria». Così è stato: dopo essersi laureata come ingegnere elettronico, ha iniziato a lavorare in varie aziende livornesi, fino a quando le si è presentata l'occasione di entrare nei cantieri Benetti.  «In breve sono diventata responsabile della progettazione dei sistemi elettrici ed elettronici degli yacht di 50-60 metri - racconta Laura Lazzerini - occupandomi sia dei sistemi di navigazione che delle automazioni e degli impianti sonori e televisivi, poi ho deciso di mettermi in proprio, ed ho aperto la Lgl, il mio studio qui a Livorno, dove mi occupo anche di domotica ed energia fotovoltaica».  E così sono arrivati altri incarichi prestigiosi: l'ultimo in ordine di tempogli impianti del "Serene", il maxiyacht di 134 metri costruito dai cantieri Finmeccanica del Muggiano, a La Spezia, per un magnate russo. «E' una barca bellissima, con addirittura una parte dello scafo di vetro per poter vedere direttamente sotto il mare - sottolinea Laura - ed è stata una delle mie sfide più impegnative e che mi hanno dato maggiori soddisfazioni».  Ma come si definirebbe Laura Lazzerini? «Determinata, una che non molla mai - risponde - e per questo devo anche ringraziare la mia famiglia, che mi ha trasmesso molti valori importanti ma anche la voglia di lottare in ciò che credo».  E Laura, con tutti questi riconoscimenti, potrebbe sentirsi una primadonna? «Non credo, e francamente nemmeno mi interessa: è più difficile e dà maggiori soddisfazionei lavorare in team e far crescere tutti che mettersi in mostra davanti agli altri».  Un'altra caratteristica? «La curiosità: non mi piace fermarmi ad una cosa sola, ma mi interessa apprezzarne tutte le sfaccettature, cosa che credo importante anche per le persone. Quindi mi piacciono anche aspetti diversi del mio lavoro, come scrivere per alcune riviste specializzate, una cosa che mi ha insegnato ad esaminare i progetti, miei e altrui, con occhio critico».  E oltre il lavoro? «La famiglia, cui sono molto legata, la musica, che amo, specie quella rock e quella dei Beatles, e lo sport, che o praticato in gioventù: pallavolo, tennis, nuoto e, anche se sono abbastanza alta, anche il pattinaggio».  C'è un fidanzato? «Sì, è un ricercatore».  E se un giorno arriverà un figlio, cosa preferiresti che diventasse, ingegnere, sportivo o magari musicista? «Quello che gli piace e che potrà renderlo felice».

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di Redazione web