Il Tirreno

Livorno

Lampade vietate ai minorenni

Federica Boldrini
Lampade vietate ai minorenni

Ma i centri benessere si ribellano: per la salute è più dannoso il sole

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 LIVORNO. Solarium, centri estetici, abbronzatura: sul mondo della bellezza e del benessere si abbatte un nuovo decreto firmato nei giorni scorsi dal ministro della Salute, Ferruccio Fazione e che, tra le altre cose, dà il via al divieto di sottoporsi al trattamento lampade ai minori di 18 anni, alle donne in gravidanza e a tutti quei soggetti con particolari patologie o che si scottano facilmente al sole. Non è una doccia fredda, dicono i lavoratori del settore, perché se ne parla da ormai due anni ma rappresenta una piccola rivoluzione nel mondo dell'estetica.  Nel mirino infatti ci sono soprattutto gli apparecchi abbronzanti, per i quali sono stati posti dei limiti sul flusso di radiazioni e il rischio e che le lampade finiscano per essere "demonizzate".  «Si dà un messaggio sbagliato - spiega Eleonora Malventi, titolare del centro estetico Settimo Cielo (via Carega) - anzi, la lampada è meglio della luce del sole se è fatta nel modo giusto: non fa filtrare i raggi Uva e poi può essere terapeutica, ad esempio viene consigliata in casi di psoriasi, proprio perché riproduce lo schermo solare».  Sono di ultima generazione le apparecchiature del suo centro estetico, conferma la titolare perché: «Punto molto sulla lampada biologica ad alta pressione che stimola la melanina». Ciò non toglie però che il decreto finirà per complicare le cose. «In effetti, anche se la mia clientela è composta principalmente da donne adulte, è capitato in passato che alcuni giovani, magari autorizzati dai genitori, venissero qui a farsi la lampada. Da ora in poi dovrò mandarli indietro. Non è un dramma ma certo non aiuta il settore».  Del decreto parla anche Alessio Mengini, titolare insieme ai fratelli Andrea e Valentina del centro My Sun (Porta a Terra) che di giovani vede passarne parecchi. «E' una rivoluzione per il mondo dell'estetica ma non una mazzata vera e propria». Un investimento di 50mila euro in due anni: tanto Mengini ha speso per adeguare in vista dell'approvazione del decreto.  «Ho sempre lavorato onestamente e continuerò a farlo, rispettando la legge». Per quanto riguarda il divieto di lampada ai minorenni il discorso è complesso e anche qui il rischio che il decreto venga male interpretato è alto. «Abbiamo una varietà di clienti che vanno dai giovanissimi ai 75enni ed è indubbio che questo veto penalizzi un po' il settore. Ma ciò che fa più male è la cattiva informazione. La lampada non è dannosa e non fa male - riprende Mengini - ma come tutte le cose delle essere fatta nei modi, nei tempi giusti e con una frequenza adeguata. Su questo aspetto contano molto la coscienza e la professionalità degli operatori: fattore che nel nostro centro estetico non è mai stato trascurato».  Si dice apertamente contraria al divieto invece Laura Gailli, titolare del centro Mira Me (via Cosimo del Fante). «E' assurdo porre un divieto del genere: come se farsi una lampada fosse peggio che stare sotto il sole nelle ore più calde. Non è così. Dai 14 anni in su - dice Gailli - una lampada non fa male a nessuno e certo in negozio non si presentano i bambini di 10 anni. Senza contare che nel nostro centro siamo i primi ad osservare il clienti e dare consigli sulle modalità di abbronzatura, la frequenza e la durata». La parola d'ordine infine è manutenzione: «Se gli apparecchi sono puliti, i filtri funzionano bene e il cliente viene seguito e consigliato - conclude Gailli - la lampada può fare solo bene».

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