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IL DIBATTITO SUL WEB
Riccardo Baglini
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MEGLIO COSÌ... Ho letto che l'Atl non ha vinto la gara per la gestione dei parcheggi. Ne sono lieto per due motivi principali: 1) Perché il servizio, con il futuro gestore non potrà peggiorare. Basti, infatti, vedere i parchimetri installati recentemente, nel parcheggio antistante il cinema dei Quattro Mori, al posto del soppresso servizio di cassa.Si noterà che il pagamento deve essere effettuato anticipatamente per la durata che, spesso, gli utenti non conoscono, (per le imprevedibili attese negli uffici pubblici della zona). Ben più attenta all'utenza è, invece, la "macchinetta", collocata nel parcheggio dell'acquario. Con essa il pagamento viene effettuato alla fine della sosta con un costo certo per chi parcheggia. 2)Perché il vincitore della gara venendo dalla "vituperata" Pisa, ha imparato come si gestiscano gli infiniti parcheggi disponibili, in quella città da tempo immemorabile. Avendo inoltre, anche se mi addolora il dirlo, una cultura imprenditoriale più efficiente di quella nostrana. Andrea Settembrini AUTOLESIONISMO. Nell'articolo sul Tirreno è scritto che "l'amministrazione Comunale avrebbe fatto il tifo per Atl". Ritengo che tale affermazione sia stata smentita dai fatti ovvero dai contenuti del bando di gara emesso a suo tempo dal Comune di Livorno, nei confronti del quale non si è registrata, almeno pubblicamente, alcuna voce critica. Lungi, ovviamente, dal pensare che il Comune avrebbe dovuto, nel bandire una gara pubblica, creare condizioni di vantaggio per Atl, va però sottolineato l'analogo obbligo di porre i concorrenti in condizioni di effettiva parità, fatto a mio avviso non accaduto per i motivi seguenti: - Atl impegna nella gestione dei parcheggi del personale a ciò addetto, per circa una decina di unità complessivamente: non essendo previsto dal bando alcun obbligo, per l'eventuale soggetto subentrante, di rilevare detto personale (come ad es. accade invece nelle gare per le pulizie, per i servizi di trasporto pubblico, ecc.), il medesimo rimane, in caso di esito negativo della gara (come è poi stato), in carico ad Atl. Non essendo realisticamente pensabile che un'azienda pubblica licenzi personale (sono certo che il Comune stesso sarebbe in prima fila nel censurare una tale eventualità), Atl ha naturalmente dovuto tener conto di tale "servitù" nel formulare la propria offerta. Per effetto dell'integrazione tra sosta e trasporto pubblico (con libera fruizione di quest'ultimo in caso di sosta nei parcheggi a pagamento), una parte degli attuali incassi dei parcheggi viene versata alla gestione del Tpl, di competenza Atl. La non inclusione di tale obbligo negli atti della gara dei parcheggi ha "liberato" il subentrante (ove diverso da Atl) da tale onere, consentendogli pertanto di poter contare "automaticamente" su introiti più elevati poichè non più gravati della quota per il Tpl. Rammentato che, per effetto dell'esito della gara, si debbono temere conseguenze economiche negative non solo per Atl ma anche, naturalmente, anche per il Comune in quanto socio di maggioranza della medesima, pur a fronte di un apparente maggior introito per il Comune, non posso evitare di pormi la seguente domanda: quanto sopra esposto era noto all'amministrazione comunale nel formulare il bando ed è stato sottovalutato, oppure non era neanche noto? In entrambi i casi pare trattarsi di un evidente caso di autolesionismo.
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