Sicurezza
Ko Della Rosa, torna in sella il leader che aveva guidato il Comune fino al 2006
Capraia, riecco Guarente
Mauro Zucchelli
◗
I RIVALI. Il vincitore Guarente e (a sin.) il sindaco uscente Della Rosa«Punto sul turismo, aprirò la porta agli investitori»
2 MINUTI DI LETTURA
CAPRAIA. Torna Gaetano Guarente: con il 61% riconquista il Comune che aveva giù guidato fino al 2006. Per il mondo politico livornese il suo nome è legato al blitz con cui nel 2003 mise Bruno Lenzi nel toto-candidati dell'Authority. Il sindaco uscente Maurizio Della Rosa è finito ko. Aveva rappresentato la continuità con il predecessore (Della Rosa ne era stato il numero due e, in seguito, Guarente era stato il regista della maggioranza del suo attuale rivale) ma negli ultimi mesi - in vista del voto (e del Prg) - l'alleanza si era trasformata di colpo in duello. L'ingarbugliatissima geografia politica dell'isola si è ritrovata a fare i conti con uno scenario elettorale decisamente inconsueto se guardato pensando agli schieramenti nazionali o anche solo livornesi: due liste molto civiche ma entrambe assimilabili all'area di centrodestra, con gli esponenti del centrosinistra divisi fra filo-Della Rosa (la segretaria del circolo Pd, Antonella Vito) e filo-Guarente (Luigi Romano, sinistra doc, candidato nel 2006 contro i Ds e ora contro il capo della giunta di cui era vicesindaco). E' una realtà di piccoli numeri ma anche di grandi operazioni urbanistiche: logico che i legami familiari contino più degli appelli di partito. Ci vorrebbe una bussola high tech per decifrare le alleanze: al fianco di Guarente hanno corso, oltre a Romano, anche l'assessore al commercio (Arturo Vasuino), a ex consiglieri di maggioranza (Sonia Severi) o di opposizione (Alessandro Garau). Idem nel campo di Della Rosa: in lizza gli assessori uscenti Campion e Ciurli ma anche una ex portabandiera dell'opposizione (Vito). Quanto basta per credere che il menù abbia tutti gli ingredienti per parlare di una faida politica: eppure il vicecoordinatore regionale Maurizio Zingoni mette l'accento su Guarente come «il successo della continuità nella continuità». Nella Caporetto del Pdl, è paradossale che il caso regali a lui, in una delle province più rosse del Bel Paese, anche la vittoria a Rio Marina («dove, diversamente che in Capraia, l'apparentamento di Mancuso con noi Pdl era esplicito»). «Ho puntato tutto sul turismo», dice Guarente indicando quella che ritiene la ragione della vittoria. Un obiettivo per i primi cento giorni? «Sta per partire la stagione balneare ed è assurdo che Capraia non abbia una spiaggia da offrire ai turisti, cercheremo di attrezzarne una da qui al 1º luglio». Ma i riflettori di Guarente mirano «ai fabbricati dell'ex colonia penale: lì a far nulla da vent'anni. Bisogna avere il coraggio di aprire le porte a investitori in arrivo da fuori e con rilevanti capitali». Intanto, il sorriso è anche qualcosa che non c'entra con il voto: sta meglio il ginocchio del figlio Tiberio, centrocampista pisano ora al Siviglia, infortunato in Coppa Uefa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
