Gioco
In due biglietti parla di depressione e guai economici
e chiede ad un amico di aver cura del suo cane
e chiede ad un amico di aver cura del suo cane
Capomeccanico si uccide impiccandosi nell'officina del piazzale dei tir
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Polizia e Svs sul luogo della tragedia 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Quando un addetto del piazzale ha aperto la porta dell'officina è rimasto impietrito: il corpo senza vita di quel meccanico che conosceva bene perché era solito frequentare l'area dove si fermano camion e autotreni, pendeva dalla trave di ferro dell'edificio. Una tragedia che ha dato immediatamente adito a numerosi interrogativi sul perché quell'uomo di 57 anni, un esperto capomeccanico della ditta Nieddu, si era tolto la vita. Una domanda che ha trovato alcune risposte, ma non certezze assolute in due biglietti che sono stati ritrovati dalla polizia. In questi foglietti l'uomo saluta i parenti e gli amici, e spiega che da anni lottava con una grave depressione. Allo stesso tempo, però, nel biglietto, si parlava anche di problemi economici e di difficoltà a mantenere la famiglia. Frasi che sono suonate pesanti pensando al fatto che l'uomo, alla fine del mese, avrebbe lasciato il suo lavoro alla ditta di trasporti dove aveva prestato servizio per ben 31 anni. Allo stesso tempo, però sia un amico che la compagna con cui viveva il meccanico, hanno riferito che aveva detto loro di aver trovato un altro lavoro. Da segnalare, che nel biglietto di addio il suicida ha lasciato altre due righe, raccomandando ad un amico che lavora sul piazzale di avere cura del suo cane "Dark". Ecco la tragedia che si è consumata ieri mattina su un piazzale di via Firenze, immediatamente dopo il ponte della ferrovia dove il meccanico si racava da anni per fare qualche piccolo lavoretto per gli autisti di passaggio. Il corpo senza vita dell'uomo è stato ritrovato alle 9: è stato dato l'allarme, ma la corsa dell'ambulanza della Svs è stata inutile. Il medico di bordo, dottor Nicola Marini, infatti altro non ha potuto fare che constatare che l'uomo era deceduto da qualche tempo. Sul posto sono subito accorse una volante del 113 e i tecnici della polizia scientifica e, dopo l'esame del medico legale, la salma è stata trasferita all'obitorio del cimitero dei Lupi a disposizione dell'autorità giudiziaria. Dato che intorno alle 5 di ieri mattina una persona era andata nell'officina-ripostiglio e non aveva trovato niente, si pensa che il meccanico sia giunto poco dopo a bordo della sua vecchia Golf e poi si sia ucciso, appendendosi a un cappio dopo aver sistemato con una scala la corda alla trave. Il capomeccanico, che tra un anno sarebbe andato in pensione, era stato trasferito, come gli altri lavoratori della Nieddu, da Livorno a Carrara e il pendolarismo lo aveva sofferto, come hanno sottolineato i suoi amici. D'altra parte, proprio sabato, aveva detto sorridendo a un amico che aveva trovato un altro impiego. Ma né l'amico né la compagna della vittima hanno saputo dove fosse.
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