Gioco
Il convegno sul disagio giovanile organizzato dal Rotary Mascagni
Ragazzi e ragazze, un mondo e una speranza Crescere insieme e con le stesse opportunità
Cristina Battaglini
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Il tavolo dei relatori del convegno del Rotary Mascagni Uguali e differenti 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Rispettare la differenza di genere, seguire i nostri ragazzi e ragazze nel difficile percorso dell'adolescenza e della formazione dell'identità sessuale e soprattutto garantire alle giovani femmine un futuro di pari opportuinità. C'è ancora molta strada da fare ma su questo devono impegnarsi la scuola, la famiglia, le istituzioni» ha detto l'assessore Carla Roncaglia a conclusione del convegno sul disagio giovanile organizzato dal Rotary Mascagni "Uguali e differenti. Ragazzi e ragazze alla ricerca di una nuova identità". Al convegno hanno preso parte illustri relatori, tra i quali Claudia Martini, ordinario di biochimica all'università di Pisa, che ha spiegato come sia la genetica che i fattori ambientali influiscano sulla crescita, sullo sviluppo, sul comportamento degli individui, che affrontano continui cambiamenti nel corso della vita. «L'identità di genere ha oggi aspetti più complessi, anche legati alle trasformazioni sociali», ha spiegato Piergiorgio Curti, psicoanalista, che ha parlato di "Identità nomade", che non trova la sua ragione nel maschile o nel femminile, ma in quanto processo di identificazione. Interessanti i risultati di una ricerca presentati da Andrea Salvini, sociologo dell'università di Pisa, secondo cui nel 2010 il 37,6% di giovani donne tra i 18 e i 29 anni ha seguito un percorso di istruzione contro il 30,7% di maschi, nonostante le aspettative di successo professionale per le donne siano più basse. Eleonora Agostinelli, collaboratore dirigenza scolastica Liceo Enriques Livorno, ha illustrato come le politiche europee mirino a incentivare la presenza femminile nei settori scientifico-tecnologici. «Livorno è apparentemente un'isola felice dove maschi e femmine hanno molte occasioni di incontrarsi, si esce molto, le ragazze sembrano libere e con le stesse opportunità dei maschi - ha detto infine Cristiana Grasso, giornalista del Tirreno -. In realtà anche nella nostra città, sotto una patina illusoria di liberalità ed emancipazione, si riroducano i soliti modelli maschile-femminile. Modelli da superare, se si vuole arrivare davvero alla piena realizzazione dell'individuo».
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