La protesta
Porta San Marco che bella la cerimonia ma dietro c'è il degrado
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I locali allinterno della Porta San Marco sono in uno stato di completo abbandono e letteralmente invasi da rifiuti di ogni genere. Cè anche un divano, usato la notte dai senzatetto Vetri in frantumi, porte rotte e ruggine dappertutto i locali sono invasi da rifiuti di ogni genere
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LIVORNO. «Le bandiere, i discorsi, le fanfare, i balli e i canti: tutto molto bello, meritevole ed encomiabile. Ma tutta la schifezza che è dentro e fuori la Porta San Marco a chi toccava levarla?». Questa brevissima lettera è stata recapitata via e-mail alla redazione da un nostro lettore che, sabato mattina, aveva partecipato alle celebrazioni dinanzi alla Porta San Marco per l'anniversario della difesa di Livorno del 10-11 maggio 1849. Dopo la cerimonia, però, ha deciso di entrare dentro la Porta San Marco e di osservarla anche dal dietro. Non l'avesse mai fatto: la curiosità del nostro lettore si è imbattuta in una situazione di degrado davvero terribile. Degrado testimoniato dalle foto che lui stesso ha scattato e poi ha inviato al Tirreno, con la speranza di sollecitare un intervento da parte delle autorità competenti. Se infatti la facciata della Porta San Marco è ben conservata, basta superare l'arco per trovarsi di fronte al più totale abbandono: vetri in frantumi, porte spaccate, ruggine dappertutto. E addentrandosi all'interno dei locali, la situazione è ancora peggiore: assi di legno, sbarre di metallo, avanzi di lavorazioni edili e rifiuti di ogni genere invadono tutte le stanze. E poi ci sono divani e giacigli di fortuna, segno che la notte la Porta San Marco diventa riparo di diversi senzatetto. E poi tante scritte e disegni, fatti con il pennarello e con lo spray, che deturpano soprattutto il retro delle mura e della Porta. Peccato che la cerimonia in ricordo della Difesa di Livorno non sia stata l'occasione anche per ripulire la gloriosa Porta San Marco. Sarebbe stato un tocco in più, che avrebbe arricchito di nuovi contenuti le celebrazioni. Non resta che sperare che le cose cambino di qui al prossimo anno...
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