Il Tirreno

Livorno

Il salumiere racconta la rissa

«Mi hanno aggredito in 4, mi sono difeso»

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 LIVORNO. «Non ho cercato di lanciare il prosciutto contro la cliente, quella donna si è rivolta a me in maniera sgarbata e poi mi hanno aggredito in 4». Alessio, il salumiere ventenne della Conad di via Fagioli, all'indomani della rissa scaturita dal prosciutto tagliato troppo alto, racconta la sua versione.  «La cliente mi ha chiesto un etto di prosciutto tagliato fine, e io ho eseguito. Solo che secondo lei non era affettato come aveva richiesto. E me lo ha fatto notare con toni sgarbati. Ha detto: "Ma lui lì lo sa cosa vuol dire la parola fine?". Io a quel punto le ho solo detto che avrebbe dovuto farmi notare il mio presunto errore in maniera più educata. E lei ha continuato con gli stessi toni: "Io le cose te le dico come cavolo mi pare. E se ti dico di farmelo fine, tu me lo fai come dico io". Io l'ho invitata di nuovo, alzando la voce ma senza offendere, ad essere più educata e lei allora si è sporta sul bancone per colpirmi. Allora io ho fatto cenno di lanciarle un cesto di salami che si trovava davanti a me, ma solo in risposta al suo gesto».  A quel punto, il salumiere racconta di essere andato nel retro del banco a bere un po' d'acqua. Ma in quel mentre, sempre secondo la sua versione, la cliente, 58 anni, ha chiamato sua figlia che era all'interno del supermercato e il marito al telefono. «Una volta giunta, la figlia ha cominciato a offendermi pesantemente - dice Alessio - e da lì è partito uno scambio di offese reciproche. Ma niente di più. Poi però mentre ero nel magazzino, la figlia seguita dalla madre mi ha aggredito, peraltro in un'area riservata al personale del supermercato, con calci e ceffoni che io ho schivato senza colpire le due donne». Ma non finisce qui: colpo di scena, arriva il marito della cliente. Lo racconta Alessio: «Una volta allontanate le due donne con l'aiuto dei colleghi, nel magazzino è giunto il marito che mi ha aggredito insieme alla moglie e alla figlia. Poi è arrivato anche l'altro figlio della cliente e così tutti e 4 mi sono venuti contro sferrando pugni e calci. È stato allora, mentre io ero coinvolto nella colluttazione col figlio, che il marito mi ha dato un pugno in un occhio senza che io potessi vederlo». Intervengono quindi i colleghi e il direttore del supermercato e i 4 vengono allontanati. «Mi hanno detto che mi avrebbero aspettato fuori - dice Alessio - Nel frattempo è arrivato mio padre, a cui io avevo chiesto aiuto quando ero stato aggredito dai coniugi più la figlia. È stato allora che quest'ultima è andata contro mio padre, che è stato costretto a difendersi. È partita allora una nuova aggressione dalla quale noi ci siamo difesi. Mio padre, cadendo, si è lussato la spalla ed è svenuto dal dolore. Ora siamo alle vie legali».

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di Redazione web