Il Tirreno

Livorno

Dietro i fornelli per raccontare la storia

Martina Corirossi
La presentazione del volume alla Labronica
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La presentazione del volume alla Labronica

Presentato alla Labronica il libro "Cucina Vera" con le ricette di nonna Parodi

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 LIVORNO. Sembra impensabile che a una semplice ricetta di cucina siano legate storie, tradizioni e aneddoti che vanno indietro nei secoli. È questo il tema dell'incontro alla biblioteca Labronica, nell'ambito del festival "Mangiarsi le parole".  Su questo input nasce il ricettario "Cucina Vera", di Iguazu editore. Vera Parodi Costagliola era una cuoca eccellente, ma smemorata. Così aveva l'abitudine di appuntare le sue ricette e i suoi segreti culinari su foglietti e bigliettini adesivi. Per ricordarla, Riccardo e Silvia Costagliola, figlio e nipote di Vera, hanno pubblicato le sue ricette dando vita a un vero "zibaldone culinario".  «Si tratta di un ricettario familiare, fatto di ricette veloci e facili e di altre più ricercate, adatte a chi è già esperto. In tutte prevale la qualità e la genuinità dei prodotti», spiega il figlio. Ma fra i casi in cui la cultura e il cibo si sposano c'è anche il nostro giornale. Hanno suscitato apprezzamento e attenzione le 24 schede curate da Irene Arquint e uscite con Il Tirreno, che portano alla scoperta dei prodotti tipici della tradizione livornese.  «Non volevamo fare un semplice libro di ricette - spiega il direttore Roberto Bernabò - ma sottolineare la ricchezza agroalimentare di questa terra, patrimonio da tenere in grande considerazione». Le schede, impreziosite dagli acquarelli di Roberto Colonnacchi, recuperano le radici della tradizione popolare, ma la ripropongono in una veste accattivante con aneddoti e curiosità. «Si dice che il pomodoro fu impiegato per la prima volta in cucina proprio qui - svela Arquint - per il suo colore rosso si credeva che fosse dannoso per la salute».  E poi ci sono i piatti della tradizione, rivisitati dai migliori chef e gli accostamenti di vini studiati dal consorzio "La strada del vino e dell'olio della Costa degli Etruschi". Non manca uno scorcio sul presente: dai prodotti toscani riconosciuti come Dop e Igp ai piccoli produttori artigianali alla ricerca di uno spazio sul mercato.

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