Gioco
Variante urbanistica negata a Ghiomelli
Lamberti: «Voleva aumentare l'area di vendita, invece ha dovuto dimezzare i dipendenti»
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LIVORNO. Dalla Gran Guardia... al gran garden. In città non ha bisogno di presentazioni: Ghiomelli è il centro di piante, prodotti da giardino e per le casa che si affaccia su via Firenze, all'altezza del cimitero dei Lupi. Un'azienda agricola di 11mila metri quadri che nel 1997 è stata trasformata da papà Ennio in un garden: oggi i figli Riccardo e Paola gestiscono serre, palme, fiori di tutti i tipi, con uno spazio coperto di circa 2500 metri quadri. Che c'entra Ghiomelli con la Gran Guardia? Lo spiega in una lunga lettera l'ex sindaco Gianfranco Lamberti, dopo che pochi giorni fa la vicenda del negozio di piante è finito al centro anche di un delicato incontro dei consiglieri comunali del Pd nella sede di via Donnini. «A proposito di varianti al Piano Regolatore e posti di lavoro - scrive Lamberti riferendosi alla variante necessaria a far aprire H&M al posto dell'ex cinema teatro - mettiamo nel conto anche quelli che si sono perduti strada facendo e che vanno recuperati. Ha infatti dovuto dimezzare i suoi 22 addetti Riccardo Ghiomelli, che nel 2008 ha presentato e protocollato una richiesta, con esito negativo, di ampliamento e di modificazione d'uso per superfici da adibire ad attività commerciale in via Firenze». Tutto vero: Ghiomelli chiede da anni di aumentare lo spazio da riservare all'oggettistica e alle esposizioni (come l'ormai famoso villaggio di Natale a cui fanno visita ogni anno le scuole e molti non livornesi) da 250 a 1.000 metri quadri. Per questa trasformazione servirebbe una variante urbanistica, simile a quella che il consiglio comunale sta per votare per chiudere la partita Gran Guardia: H&M vuole infatti aumentare lo spazio di vendita da 999 a 1500 metri. Nell'ex cinema l'accordo tra la famiglia Marinari e il marchio di abbigliamento consentirebbe di realizzare, dove oggi si trova la galleria, un polo museale e una sala cinematografica da 250 posti. H&M si è inoltre impegnato a fare 30 assunzioni (più altre eventuali 10). E in via Firenze dove sarebbe l'interesse per il pubblico? «Quella di Ghiomelli - scrive ancora Lamberti - è un' attività portata avanti da decenni, legata al giardinaggio, che cerca di accrescersi e diversificarsi, offre posti di lavoro con proposte moderne, ecocompatibili e rivolte alla famiglia e ai bambini. Energia con il fotovoltaico e parcheggi da mettere a disposizione di tutti. Insomma un interesse pubblico evidente, che si sposa con investimenti tutti a carico del privato Insomma, ci sono molte analogie con quanto si prospetta con la variante annunciata e sc adenzata per la Gran Guardia». Parole indirizzate alla giunta guidata da Alessandro Cosimi: mercoledì il consiglio dovrà votare il documento sul piano strutturale... In effetti il garden organizza percorsi e approfondimenti verdi per i bambini delle scuole, soprattutto della circoscrizione che abbraccia i quartieri nord. Di più: negli anni, con la richiesta di variante (accompagnata da un progetto dettagliato ed ecocompatibile), Ghiomelli ha messo sul piatto investimenti interessanti. I titolari si sono infatti offerti di realizzare - in cambio dell'utilizzo di un'area adiacente alla sede e oggi in stato di abbandono - una serie di parcheggi da riservare a chi si reca al cimitero dei Lupi. Hanno anche proposto all'amministrazione di costruire a proprie spese un edificio con bar e bagni da dividere con il parco di Corea (che si trova proprio sul retro e che ad oggi ne è sprovvisto). Ma niente. I titolari, che in passato hanno pensato di trasferirsi a Pisa, non vogliono polemiche e sperano che la vicenda Gran Guardia possa segnare una svolta nelle operazioni pubblico-privato. Lamberti ci mette però del suo: «La richiesta, questa volta, era di circa 1000 metri quadri di superficie commerciale, per consolidare e modernizzare l'attività, per evitare di doversi trasferire altrove. Eccolo allora, un nuovo vagone, probabilmente non l'unico se solo pensiamo a via Buontalenti, da aggiungere al treno delle varianti anticipatrici e da far arrivare a destinazione con la stessa priorità; e la stessa tempistica di quelle già messe in agenda». «Non mi addentro - chiude - in dettagli tecnici e non sono certo l'unico a sostenere questa iniziativa, che riscuote l'apprezzamento di altri e autorevoli consiglieri comunali, anche di maggioranza. Del resto parlare di criteri generali e regole per tutti, prima di casi particolari, è sempre stata una buona norma, anche e soprattutto in urbanistica». J.G.
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