Il Tirreno

Livorno

Liberi di essere Ecco la riscossa del mondo gay

Cristiana Grasso   Lorenzo Corradi
A fianco Cavataio, Terreni, Solimano tra gli organizzatori del dibattito sui diritti dei gay
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A fianco Cavataio, Terreni, Solimano tra gli organizzatori del dibattito sui diritti dei gay

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 LIVORNO. Una sede dell'Arcigay attiva a tutti gli effetti in città, convegni dedicati all'identità sessuale organizzati proprio a Livorno nei mesi scorsi dai movimenti transgender e una serie di iniziative in vista della giornata mondiale contro l'omofobia (il 17 maggio). Iniziative come l'appuntamento "Differenziamoci" (in programma proprio martedì all'associazione Don Nesi, in Corea) e soprattutto come l'incontro che si è svolto nei giorni scorsi al Teatro C, titolo "Liberi di essere: i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali" con Vladimir Luxuria.  Un incontro che ha finito con lo scatenare uno scambio di battute sul tema dell'influenza della chiesa nell'educazione dei giovani tra il sindaco Alessandro Cosimi e il vescovo Simone Giusti.  Insomma, dopo anni di caccia agli spazi, alla ricerca di una legittimazione politica e culturale in una realtà livornese un po' sfuggente, il mondo omosessuale ha iniziato a far sentire la sua voce.  Al dibattito andato in scena al Teatro C (tema: i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) ha partecipato appunto anche il sindaco Cosimi, oltre all'onorevole del Pd Paola Concia (per via telematica in quanto impegnata in una iniziativa per le elezioni comunali di Milano), al presidente nazionale Arcigay Paolo Patané, a Vladimir Luxuria, all'avvocato Ezio Menzione, alla consigliera comunale Pd Arianna Terreni e al presidente di Arcigay Livorno, Calogero Cavataio.  Ed è proprio una battuta del sindaco in questo confronto che ha innescato la polemica con il vescovo. «La chiesa deve smettere di dirci come educare i nostri figli» ha affondato Cosimi nel suo intervento. Un'affermazione che - come si legge nella pagin a a fiancop - non è piaciuta per niente alla diocesi: «La chiesa non impone niente a nessuno e il sindaco si ricordi che per iscriversi alle nostre scuole, anche a Livorno, c'è la fila», ha ribattuto a distanza il vescovo.  Ma intanto il mondo omosessuale procede per la sua strada. E proprio durante l'incontro al TeatroC, Cavataio non si nasconde dietro un dito quando avanza le proposte: abolizione della legge sulla fecondazione assistita che impedisce alle coppie gay di avere figli ed il riconoscimento delle famiglie omosessuali.  E Patanè denuncia una sorta di santa alleanza anti-diritti gay tra frazioni del mondo cristiano sia ortodosso, sia cattolico e di gruppi di estrema destra che avrebbe il proprio laboratorio in Italia. Luxuria ricorda l'imminente celebrazione della giornata contro l'omofobia del 17 maggio, data in cui 21 anni fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità tolse l'omosessualità dalle malattie mentali. «In Italia - sostiene l'ex parlamentare di Rifondazione Comunista - si vive uno dei più forti sentimenti di omofobia a livello politico, culturale, mediatico e religioso». Per il resto appoggio e rilancio delle proposte di Cavataio, pessimismo sulla approvazione della legge contro l'omofobia e un doppio augurio: «Che tutte le forme di amore siano riconosciute dallo Stato e invece di avere un presidente del consiglio che fa battute pesanti, magari averne un giorno uno dichiaratamente omosessuale».  Il sindaco non nasconde le pecche culturali della città: «Anche da noi ci sono dei comportamenti da correggere a partire dal bullismo nelle scuole, ma anche qualche battuta che si sente ogni tanto in giro».  Quindi non ha lesinato critiche alla Chiesa («sbaglia nell'approccio alla questione omosessuale») e al governo («parla di famiglia, ma non fa una politica in suo favore»). Ecco quel che serve per il primo cittadino labronico: «Occorre fare un salto culturale anche all'interno del Partito Democratico, perché qui c'è in gioco una questione di diritti».  E ha assicurato che presto sarà operativo il certificato anagrafico per le famiglie di fatto, approvato dal consiglio comunale esattamente tre mesi fa.  A chiudere gli interventi l'avvocato Menzione, il quale ha sottolineato come l'Italia sia «indietro, nel contesto europeo, nel riconoscimento dei diritti degli omosessuali».

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di Redazione web