Gioco
Il Livorno non molla un centimetro Pronto all'assalto al Piacenza SEGUI LA DIRETTA SUL SITO
Alessandro Bernini
Tre partite alla fine: 7 punti potrebbero non bastare, 9 quasi sicuramente sì per agganciare il treno playoff. C’è da rimontare un punticino al Toro, quel punticino che il Siena sabato scorso ha “concesso”
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Chi l’avrebbe detto. Tre giornate alla fine e siamo ancora qua a sperare, dopo un campionato nel quale è stato sprecato di tutto di più. Incredibile. Tre partite alla fine: 7 punti potrebbero non bastare, 9 quasi sicuramente sì per agganciare il treno playoff. C’è da rimontare un punticino al Toro, quel punticino che il Siena sabato scorso ha “concesso” (ci passate il termine o vi scandalizzate?) a Bianchi e compagni. Ma a Livorno ci siamo abituati. A noi i regali non li hanno mai fatti (ricordate l’Atalanta in serie A?...) e non li faranno mai.
E allora proviamo a fare il miracolo da soli. Un primo passo sarebbe ritirare oggi 3 punti alla cassa. Il Piacenza è la classica squadra che potremmo catalogare tra le più indigeste, coi linamenti perfetti dei killer passati dal Picchi: di fondo classifica, che arriva per pareggiare, pronta a chiudersi nel proprio bunker e ripartire. Eppure... Eppure forse è cambiato qualcosa. Forse il Livorno si è sbloccato, perché non era possibile che la bella squadra del girone d’andata fosse diventata uno scooter in mezzo ai tir, travolta a destra e sinistra da avversari che viaggiavano a velocità tripla. Se è solo una sensazione o qualcosa in più, lo scopriremo col Piacenza e eventualmente lo verificheremo a Padova. Due partite decisive. Si riparte dal 4-4-2 e dagli stessi uomini di Pescara (tranne Salviato, squalificato).
Giusto così. Che senso avrebbe cambiare, almeno inizialmente? Con Danilevicius al posto di Tavano è un Livorno forse meno nobile, ma più quadrato, più logico. Per la gioia di Dionisi, che almeno non deve disintegrarsi a correre anche sul custode. Oggi, contro il 4-4-2 robusto del Piacenza, saranno comunque decisivi anche gli inserimenti dei centrocampisti. E con Parravicini a fare massa in mezzo, ci sarà un po’ di libertà in più per Luci e Schiattarella: ecco, dovranno essere questi due uomini a fare la differenza, sdoppiandosi in un lavoro massacrante ma che può essere decisivo. Senza dimenticare che in panchina ci sono armi come D’Alessandro o lo stesso Tavano, pronte a essere impugnate se la partita non si sblocca. Cerchiamo di pensare positivo. In campo e sulle tribune. Non costa niente ed è per il bene della maglia amaranto.
E allora proviamo a fare il miracolo da soli. Un primo passo sarebbe ritirare oggi 3 punti alla cassa. Il Piacenza è la classica squadra che potremmo catalogare tra le più indigeste, coi linamenti perfetti dei killer passati dal Picchi: di fondo classifica, che arriva per pareggiare, pronta a chiudersi nel proprio bunker e ripartire. Eppure... Eppure forse è cambiato qualcosa. Forse il Livorno si è sbloccato, perché non era possibile che la bella squadra del girone d’andata fosse diventata uno scooter in mezzo ai tir, travolta a destra e sinistra da avversari che viaggiavano a velocità tripla. Se è solo una sensazione o qualcosa in più, lo scopriremo col Piacenza e eventualmente lo verificheremo a Padova. Due partite decisive. Si riparte dal 4-4-2 e dagli stessi uomini di Pescara (tranne Salviato, squalificato).
Giusto così. Che senso avrebbe cambiare, almeno inizialmente? Con Danilevicius al posto di Tavano è un Livorno forse meno nobile, ma più quadrato, più logico. Per la gioia di Dionisi, che almeno non deve disintegrarsi a correre anche sul custode. Oggi, contro il 4-4-2 robusto del Piacenza, saranno comunque decisivi anche gli inserimenti dei centrocampisti. E con Parravicini a fare massa in mezzo, ci sarà un po’ di libertà in più per Luci e Schiattarella: ecco, dovranno essere questi due uomini a fare la differenza, sdoppiandosi in un lavoro massacrante ma che può essere decisivo. Senza dimenticare che in panchina ci sono armi come D’Alessandro o lo stesso Tavano, pronte a essere impugnate se la partita non si sblocca. Cerchiamo di pensare positivo. In campo e sulle tribune. Non costa niente ed è per il bene della maglia amaranto.
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