Sicurezza
Pronti a ospitare 300 profughi
Juna Goti
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La nave arrivata ieri a Livorno È la quota prevista per Livorno dal ministero. Ieri summit in Provincia
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LIVORNO. Questa volta dalla nave scendono anche le donne. Giovanissime donne, scappate dall'Africa subsahariana. Scappate dalla guerra e dalla fame. In Italia arrivano per chiedere asilo, da rifugiate. Dopo gli sbarchi di aprile, ieri al molo Sgarallino è attraccata la nave Excelsior della flotta Grimaldi, con a bordo più di 600 migranti. Tanti ragazzi, qualche famiglia: poco dopo mezzogiorno in 105 sono saliti sui pullman per raggiungere i centri di accoglienza sparsi per la Toscana, l'Umbria, l'Emilia Romagna e le Marche. Gli altri 500 hanno proseguito il viaggio via mare fino a Genova. In Toscana i migranti hanno raggiunto Signa e Pontedera. Tutto mentre a palazzo Granducale si sono seduti a un tavolo i rappresentanti della Provincia, della Regione e dei Comuni livornesi. Obiettivo: trovare le strutture per accogliere i circa 300 profughi (321 per l'esattezza) attesi nei prossimi mesi sulla costa. Se le stime del governo (che parlano di 50 mila rifugiati in arrivo dall'Africa) saranno rispettate, in Toscana sbarcheranno infatti circa 3500 immigrati, nella provincia di Livorno oltre 300. Come chiarito al tavolo, non si sta parlando di un arrivo di massa, ma di circa 10mila persone per volta. Il piano consegnato dal Ministero degli Interni alle regioni dice che ogni 10mila profughi, 700 devono fermarsi in Toscana, circa 60 a Livorno. Una gestione dell'emergenza più complessa rispetto a quella delle settimane passate (con la fuga in massa dalla Tunisia) perché in questo caso il territorio dovrà prepararsi ad accogliere giovani e famiglie che chiedono asilo politico. Ecco perché al summit in Provincia, presieduto da presidente Giorgio Kutufà, hanno partecipato gli assessori alla protezione civile e alla qualità sociale, Maria Teresa Sposito e Monica Mannucci, insieme alla dirigente della protezione civile della Regione e commissario per la gestione dell'emergenza immigrati, Maria Sargentini, il dirigente della Provincia, Enrico Bartoletti e il responsabile dell'unità di servizio della protezione civile, Angelo Mollo. E ancora gli amministratori dei Comuni Livorno, Collesalvetti, Rosignano, Cecina, Bibbona, San Vincenzo, Campiglia, Piombino e Portoferraio. «Le persone che arriveranno - interviene Kutufà - saranno quasi interamente profughi provenienti dalle zone di guerra, e il riconoscimento di tale status comporta problematiche di gestione differenti rispetto a prima, sia per gli aspetti giuridici derivanti dalla richiesta di asilo, sia per gli aspetti che riguardano la permanenza nelle strutture di accoglienza». L'incontro è servito, quindi, ad approfondire la questione con i Comuni, che dovranno presentare un piano delle strutture da mettere a disposizione. Ieri, intanto, ci sono stati i primi contatti con le parrocchie della città (ad esempio a Montenero). «Nella gestione delle attività - commenta Sposito - saranno chiamati a collaborare, oltre alle associazioni di volontariato della protezione civile, anche quelle del sociale. In questa fase ci troveremo di fronte a problemi che vanno oltre la mera accoglienza di passaggio, come è stato con i clandestini. Serviranno attività di mediazione culturale, linguistica e legale per accompagnare i nuovi arrivati in un percorso di integrazione». Circa 40 dei 160 migranti sbarcati mercoledì a Livorno sono già stati trasferiti a Piombino. Domani potrebbe arrivare un'altra nave, ma nessuno dovrebbe fermarsi in città.
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