Il Tirreno

Livorno

Il caos del Limoncino. Nuovo colpo di scena nella vicenda della discarica: per l’ente un’ammenda di duemila euro

La Provincia dovrà risarcire Bellabarba

Juna Goti
Paolo Bellabarba in via del Limoncino
◗
Paolo Bellabarba in via del Limoncino

Non aveva consentito il regolare accesso agli atti: la società vince il ricorso al Tar

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. La Provincia dovrà risarcire la società Bellabarba per avere negato ai suoi titolari - secondo i giudici in modo ingiustificato - l'accesso ad alcuni atti custoditi a palazzo Granducale.  Lo ha deciso il Tar della Toscana a cui si è rivolta la società che nei mesi passati ha ottenuto dalla Provincia le autorizzazioni necessarie a realizzare una discarica di rifiuti speciali, inerti al posto dell'ex cava del monte La Poggia. Il motivo?  A ottobre il geologo Andrea Pozzolini - incaricato dai frontisti di via del Limoncino in guerra da mesi contro l'impianto - si è rivolto agli uffici di palazzo Granducale per visionare il progetto e tutte le autorizzazioni rilasciate ai privati. Una classica richiesta di accesso agli atti che in teoria non avrebbe dovuto scatenare l'ennesimo caos.  Normativa vuole che ai diretti interessati - in questo caso la società Bellabarba - sia concessa la possibilità di fare opposizione: se entro dieci giorni nessuno si pronuncia gli atti passano nelle mani del richiedente.  La società risponde subito chiedendo di conoscere la natura del mandato conferito a Pozzolini. Tradotto: nomi e cognomi dei richiedenti, motivazioni. Ma la Provincia risponde picche. Bellabarba, allora, autorizza la consegna delle carte al geologo, ma a sua volta formula un'istanza di accesso agli atti del procedimento avviato da terzi. Cosa fanno allora i tacnici di palazzo Granducale? Oscurano i nomi e le firme dei mandanti all'incarico a Pozzolini. E Bellabarba si rivolge al Tar.  Il procedimento ha fatto il suo corso e il 10 maggio nella segreteria del tribunale amministrativo è stata depositata la sentenza: per i giudici amministrativi Bellabarba ha ragione, le motivazioni addotte dalla Provincia alla parziale consegna degli atti (legate soprattutto alla tempistica) sono «infondate».  Entro dieci giorni la Provincia dovrà garantire alla società l'accesso integrale agli atti, con i nomi e i cognomi di tutti coloro che, attraverso Pozzolini, hanno chiesto di vederci chiaro. In più palazzo Granducale dovrà pagare a Bellabarba 2mila euro, oltre agli accessori di legge.  Tutto mentre è atteso l'esito del ricorso d'urgenza discusso ieri mattina nelle aule di via De Larderel che dirà se il passaggio dei camion da via del Limoncino dovrà essere stoppato in attesa di capire se la strada che porta all'impianto è pubblica o privata (la prima a giugno).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa