Il Tirreno

Livorno

I dissidenti fanno dietrofront. Ma è caso varianti

Gran Guardia, il Pd prova a ricompattarsi

Il pannello che copre l’ingresso dell’ex teatro
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Il pannello che copre l’ingresso dell’ex teatro

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 LIVORNO. Variante sì, variante no: tanti dubbi e lamentele, poi basta una riunione nel quartier generale di via Donnini e il gruppo comunale del Pd si ricompatta. O almeno ci prova. Perché tra gli assenti all'incontro convocato mercoledì dal segretario Yari De Filicaia c'è anche qualcuno che all'operazione Gran Guardia ha sempre detto no.  Come il consigliere Vladimiro del Corona: ufficialmente «assente giustificato», ma evidentemente non proprio in sintonia con la linea dell'amministrazione. Qualche settimana fa ha annunciato che non voterà la variante urbanistica necessaria ad aprire, al posto della platea dell'ex teatro, lo store di abbigliamento H&M.  Al posto della Gran Guardia, lo ricordiamo, dovrebbero essere realizzati, oltre al negozio, una sala cinematografica, un polo museale e appartamenti.  All'incontro voluto dalla segreteria comunale dopo i venti di tempesta, hanno partecipato il sindaco Alessandro Cosimi, l'assessore al commercio, Paola Bernardo e quello alla cultura, Mario Tredici. Il primo dubbioso a cambiare rotta è stato Alessandro Latorraca. «L'errore della giunta nel non coinvolgerci fino a oggi - dice - resta. Ma ora l'operazione, nel suo complesso, mi convince».  «Il sindaco - riprende - ha assicurato il bilanciamento tra interesse pubblico e privato. È chiaro che a tutti sarebbe piaciuto entrare in possessore della Gran Guardia e riaprirci un cinema. Ma le condizioni non ci sono. Soprattutto non ci sono le risorse: le operazioni pubblico-privato dovranno essere sempre di più un elemento da sfruttare. L'ex cinema, come sottolineato da Tredici, rischiava davvero di restare un buco nero in mezzo al centro».  C'è un capitolo che però è tutto da chiarire: le varianti urbanistiche. Dopo l'operazione H&M-Marinari, i democratici dovranno scongiurare il fenomeno "variante costante". Ma anche dare una risposta a chi aspetta da anni senza risultato. Lo hanno già fatto notare i commercianti di via Buontalenti (pronti a pagare di tasca propria la ristrutturazione del mercato) e anche numerosi privati. Uno su tutti: Ghiomelli. Da anni chiede di far crescere lo spazio di vendita ed esposizione da 250 a mille metri. Che sia la volta buona? J.G.

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