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La sfida di Laviosa «Faccio azionisti i miei dipendenti»
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LIVORNO. Modello inglese? Tedesco? Giovanni Laviosa un po' il mondo lo ha girato «ma non ci siamo ispirati a nessuno. Abbiamo fatto un ragionamento semplice: se vogliamo coinvolgere di più i nostri dipendenti, dobbiamo considerarli come se fossero azionisti, distribuendo loro gli utili alla fine dell'anno». Lavoratori come azionisti: una nuova frontiera della cogestione che Laviosa vuol sperimentare nelle aziende del suo gruppo, 220 dipendenti di cui 145 a Livorno. A scanso di malintesi: la proposta non è di fare entrare i lavoratori nel capitale dell'azienda perchè «purtroppo è consentito solo alle società quotate in Borsa». L'ipotesi, invece, è di distribuire loro delle "azioni simboliche", regolate da uno specifico accordo, in base alle quali ripartire una quota dell'utile conseguito dall'azienda. «Si partirà con un'azione ciascuno, ma l'idea è di assegnarne una seconda in base all'anzianità e una terza a quelli che sono cresciuti di responsabilità» spiega l'imprenditore. Gelida la reazione della Cgil, disponibile invece la Cisl. L'articolo sul giornale in edicola
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