Il Tirreno

Livorno

Il Giro ha visto il volto migliore di Livorno

Giorgio Kutufà

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 Avevamo fortemente voluto il Giro a Livorno ed in provincia, ieri la partenza da Piombino, convinti di offrire a tutto il mondo, collegato per televisione, le bellissime immagini del nostro territorio.  Un'occasione per pubblicizzarlo, per farlo conoscere sempre di più, certi di offrire un'opportunità straordinaria per farlo apprezzare diffusamente e, nello stesso tempo, far vivere a tutta la nostra popolazione, non solo quella sportiva, una giornata di festa e di partecipazione ad un grande evento popolare.  Perché tutto questo riuscisse al meglio, era stata predisposta una grande macchina organizzativa, sia a Livorno che a Piombino, che si è avvalsa della collaborazione di tutte le Istituzioni e di tanti volontari, che ringrazio per l'ottimo lavoro svolto.  Le circostanze della vita, la drammatica caduta di Wouter Weylandt e la sua morte, di quelle che nessuno riesce ad accettare, alla vigilia della grande gioia di diventare padre, ha modificato repentinamente la convinzione di vivere una giornata festosa e memorabile per tutti noi.  Ma, nel quadro mutato, la giornata è stata comunque memorabile, e questo lo rimarrà non solo per i livornesi ma per tutto il Giro, per l'Italia.  La grandissima e composta partecipazione al lutto di una famiglia, di una squadra, del mondo del ciclismo, è stata corale, ha mostrato il volto migliore di Livorno, città e popolazione di grande umanità, che ha rinunciato alla festa e l'ha sostituita con una sentita manifestazione di affetto e vicinanza ai familiari di Weylandt, ai suoi compagni di squadra, al mondo del Giro.  Quei cartelli spontanei, diffusi, continui, "108 PRESENTE", rimarranno nel cuore di tutti, non solo dei corridori. E' la dimostrazione che in un mondo che sembra perdere ideali e buoni sentimenti, la gente è ancora in grado di commuoversi, di sentirsi, com'è giusto che sia, vicino agli altri, a quelli in difficoltà o in lutto, che la solidarietà è ancora un sentimento diffuso e presente.  Livorno, sia consentito ad un suo figlio come me, innamorato e critico, ha fatto una gran bella figura, e non parlo dell'aspetto estetico, pur esaltato dalle splendide riprese televisive, ma sul piano umano, di una città che ha un cuore ed un'anima in cui mi riconosco orgogliosamente. Tutti i mezzi d'informazione, sia nazionali che internazionali, lo stesso patron Zomegnan, lo hanno riconosciuto, e tutto questo fa giustizia di tante immagini stereotipate di una città becera e rissosa.  Livorno ha così dimostrato il suo volto migliore, quello vero, quello per cui vale impegnarsi tutti. E' la mia Livorno, quella autentica, quella che sempre vorresti emergesse, e che martedì ha dato gran prova di sé.  Grazie Livorno!

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di Redazione web