La protesta
«Una grande reazione della città»
Alessandro Guarducci
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Da sinistra il sindaco Cosimi monsignor Razzauti e lammiraglio Rosati Il sindaco Cosimi: i livornesi sono migliori di come vengono rappresentati
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LIVORNO. «La nostra città è vittima di troppi luoghi comuni. In realtà Livorno e i livornesi sono molto migliori di come vengono disegnati, e lo hanno dimostrato stringendosi ai corridori e al Giro con compostezza e affetto. È stato il modo migliore per onorare la memoria del giovane atleta scomparso». Alessandro Cosimi elogia il pubblico livornese, sottolinea la partecipazione numerosa e, soprattutto, la voglia di stare vicino ai ciclisti colpiti da una tragedia enorme. «Livorno ha voluto abbracciare il Giro - prosegue il sindaco - e l'ha fatto con grande emozione: l'applauso tributato ai ciclisti della Leopard, che hanno tagliato per primi il traguarda, sembrava non doversi interrompere mai. Un applauso spontaneo e liberatorio, che avrà almeno alleviato il loro dolore. E poi quell'incitamento costante dai bordi della strada aldilà delle transenne, con il pubblico che gridava "bravi, bravi": è stato un'ulteriore spinta ad andare avanti, un apprezzamento per la decisione di continuare a correre e di arrivare appunto a Livorno». Il pubblico, del resto, era talmente numeroso (soprattutto sulla salita di Montenero e su tutto il lungomare), che la stessa direzione di corsa non ha avuto dubbi a confermare l'intero percorso: nel gruppo, giunto alle porte di Livorno, si era infatti sparsa la voce che il circuito cittadino sarebbe stato modificato e ridotto. Alcuni ciclisti hanno chiesto chiarimenti, ma la direzione della corsa ha subito spiegato che per rispetto dei tanti tifosi presenti lungo le strade, il percorso previsto sarebbe stato rispettato per intero. «Anche stavolta i livornesi hanno dimostrato di essere intelligenti nei comportamenti», ha concluso il sindaco. Un concetto ripreso da don Paolo Razzauti nel suo blog sul Tirreno dove, subito dopo l'arrivo, ha scritto: «Hanno vinto i livornesi, mostrando un grande contegnoin un momento così particolare». Apprezzamenti anche dal comandante dell'Accademia Navale, Pierluigi Rosati. «Tragedie come quella capitata a Weylandt non possono lasciarci indifferenti - afferma l'ammiraglio - ma bisogna anche saperle gestire. E i livornesi ci sono riusciti, dimostrando grande vicinanza ai carridori: un giusto ricordo per quello che tutti consideriamo un amico scomparso».
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