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Livorno

M5 L'UNICA CERIMONIA In Accademia la consegna della maglia rosa storica

<b>CERIMONIA. </b>La consegna della maglia rosa
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CERIMONIA. La consegna della maglia rosa

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 LIVORNO. L'unica cerimonia ufficiale si è svolta ieri all'interno dell'Accademia Navale: la consegna della maglia rosa a David Millar. Nel piazzale del Brigantino, a ridosso del mare, un palco rivestito di rosso, due bandiere rosa con le effigi del Giro. Tra le autorità l'ammiraglio Pierluigi Rosati, padrone di casa, il prefetto Domenico Mannino, il sindaco Alessandro Cosimi, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà con il suo vice Fausto Bonsignori. Poi l'assesore allo sport Claudio Ritorni, il presidente del comitato tappa Fabio Canaccini e Angelo Zomegnan, direttore generale della corsa rosa.  Toni bassi, nel rispetto del lutto, ma la ricorrenza è speciale: gli 80 anni della maglia rosa che Learco Guerra indossò per la prima volta il 10 maggio del 1931, dopo l'arrivo della Milano-Mantova. Zomegnan, che ieri aveva azzerato tutte le cerimonie (del resto la tappa è stata neutralizzata), ha però confermato quella in Accademia, che quest'anno festaggia il 130º anniversario della nascita. Un altro compleanno è quello della Vespucci: 80 anni.  Dopo i saluti di Rosati, Zomegnan è stato di poche parole: «In questo momento non servono. Dico soltanto che siamo lieti che a indossare questa maglia speciale, sia un atleta, David Millar, che ha contribuito ad estirpare il cancro che affligge il ciclismo».  Millar ha indossato la maglia e sopra ha messo quella di Guerra, portata dai nipoti Carlo e Learco presenti alla cerimonia. Carlo ha poi invitato sul palchetto Andrea Bartali, figlio del grande Gino, cui doveva essere intitolata la tappa di Livorno: «È stata comunque una bella partecipazione da parte del pubblico. E sono felice di essere qui a questa cerimonia. Tra l'altro devo dire che Learco Guerra, che volle in squadra con sé mio padre, fu il primo a dire che se in corsa andava più forte di lui gli avrebbe fatto da gregario. E così fece. Infatti lo aiutò a vincere il Tour».  Poche dichiarazioni anche da parte di Millar: «Il gruppo ha dimostrato di essere unito, ho apprezato molto gli applausi e le incitazioni della gente. Lunedì è stato un giorno tremendo, nerissimo, domani (oggi per chi legge, ndr) torniamo alle corse. Questo è il nostro mondo, questa è la nostra vita».

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di Redazione web