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Dimessa dall'ospedale: solo emorroidi Ma era un tumore in fase terminale
Ancora un caso di malasanità che ha avuto per protagonista una donna all'ospedale di Livorno. A denunciarlo due associazioni per la difesa dei consumatori. Il medico avrebbe preso per emorroidi un cancro ormai allo stadio terminale
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Il Coordinamento Nazionale dei Caregiver (un’associazione che si occupa di assistenza) e l’Aduc (associazione dei diritti dei consumatori), hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta per quello che definiscono un gravissimo episodio di malasanità avvenuto nell’ospedale di Livorno. Nella relazione inviata all’Asl e alla Regione le due associazioni riferiscono che in febbraio una donna che accusava un forte dolore era stata portata al pronto soccorso dai familiari.
Visitata nel tardo pomeriggio dal medico di turno – secondo la denuncia fatta dall’Aduc - alla donna veniva diagnosticato “una infiammazione alle emorroidi” . Non solo. all’atto delle dimissioni della paziente, il medico si rivolgeva con fare offensivo ai familiari dicendo tra l'altro “l’avete portata qua perché non la volete tenere in casa!”.
Qualche giorno dopo, visto il perdurare della cattive condizioni di salute dell'anziana, i familiari la portavano al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello di Pisa. Qui, i medici “ provvedevano con immediatezza - dice ancora la denuncia - a sottoporla alle analisi di routine, visti i risultati delle quali, procedevano ad un ricovero d’urgenza. Nei giorni successivi veniva accertato infatti un tumore all’ ultimo stadio".
Visitata nel tardo pomeriggio dal medico di turno – secondo la denuncia fatta dall’Aduc - alla donna veniva diagnosticato “una infiammazione alle emorroidi” . Non solo. all’atto delle dimissioni della paziente, il medico si rivolgeva con fare offensivo ai familiari dicendo tra l'altro “l’avete portata qua perché non la volete tenere in casa!”.
Qualche giorno dopo, visto il perdurare della cattive condizioni di salute dell'anziana, i familiari la portavano al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello di Pisa. Qui, i medici “ provvedevano con immediatezza - dice ancora la denuncia - a sottoporla alle analisi di routine, visti i risultati delle quali, procedevano ad un ricovero d’urgenza. Nei giorni successivi veniva accertato infatti un tumore all’ ultimo stadio".
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