Italia
Largo Duomo, protesta contro i bus in sosta
Roberto Olivato
Residenti e negozianti: «Tengono il motore acceso e così ci soffocano»
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Sono sul piede di guerra gli abitanti di largo Duomo, per l'inquinamento creato dagli autobus extraurbani diretti verso Castiglioncello e Cecina. Da largo Duomo, partono infatti i mezzi diretti verso il sud della provincia e in attesa dell'orario di partenza sostano col motore acceso, sotto le finestre di appartamenti, uffici e negozi per diversi minuti, rendendo irrespirabile l'aria ai residenti della zona, inquilini e commercianti. Proprio due di quest'ultimi sono fra i più esasperati, Vincenzo Pernice, titolare del ristorante La Vecchia Senese, ed Edoardo Farinelli della cartoleria De Batte, che in largo Duomo hanno le loro attività.
«Non se ne può più - dice Pernice - è ridicolo che non si facciano passare le auto da via Cairoli, per l'inquinamento, quando poi gli autobus sostano col motore acceso». Anche Farinelli attacca: «d'estate rimangono col motore acceso per far funzionare l'aria condizionata, d'inverno per mantenere acceso il riscaldamento. Ora basta. Abbiamo anche creato circa dieci anni or sono un comitato per far presente alle autorità cittadine, questa situazione, ma nessuno si è mai fatto vivo». Mentre i due commercianti discutono, arriva l'ennesimo autobus che come se niente fosse si ferma per un quarto d'ora col motore acceso, in attesa della partenza.
«Questa è la prova lampante - dice Pernice - Noi avevamo proposto di porre un cartello nel quale si vietasse di rimanere col motore acceso in occasione delle soste, come del resto esiste nei pressi della Banca d'Italia in piazza del Municipio, ma qui nessuno ha mai fatto nulla e quando ci permettiamo di invitare gli autisti a spegnere il motore, molte volte veniamo trattati male e con prepotenza. Ci siamo rivolti anche all'Atl che ci ha detto di rilevare i numero di matricola e comunicarglielo, ma anche in quei rari casi non abbiamo avuto nessuna risposta».
«Non se ne può più - dice Pernice - è ridicolo che non si facciano passare le auto da via Cairoli, per l'inquinamento, quando poi gli autobus sostano col motore acceso». Anche Farinelli attacca: «d'estate rimangono col motore acceso per far funzionare l'aria condizionata, d'inverno per mantenere acceso il riscaldamento. Ora basta. Abbiamo anche creato circa dieci anni or sono un comitato per far presente alle autorità cittadine, questa situazione, ma nessuno si è mai fatto vivo». Mentre i due commercianti discutono, arriva l'ennesimo autobus che come se niente fosse si ferma per un quarto d'ora col motore acceso, in attesa della partenza.
«Questa è la prova lampante - dice Pernice - Noi avevamo proposto di porre un cartello nel quale si vietasse di rimanere col motore acceso in occasione delle soste, come del resto esiste nei pressi della Banca d'Italia in piazza del Municipio, ma qui nessuno ha mai fatto nulla e quando ci permettiamo di invitare gli autisti a spegnere il motore, molte volte veniamo trattati male e con prepotenza. Ci siamo rivolti anche all'Atl che ci ha detto di rilevare i numero di matricola e comunicarglielo, ma anche in quei rari casi non abbiamo avuto nessuna risposta».
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