Il Tirreno

Livorno

Gli operai venuti in bici da Piombino eroi della piazza

«Durante il percorso la gente ci applaudiva: si parla troppo poco dei nostri problemi»

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 LIVORNO. Piombino-Livorno andata e ritorno in bicicletta. 77 km di pedalate sotto il sole: così 8 operai della Lucchini, azienda siderurgica del piombinese, hanno deciso di aderire alla manifestazione per lo sciopero nazionale della Cgil. L'idea originale è venuta a Mauro Macelloni e a un suo collega «volevamo raggiungere la maggior visibilità possibile», spiega. Una lunga fatica che ha raccolto il sostegno e il plauso di molte persone incontrate lungo il cammino. «Ad ogni paese, c'era gente che applaudiva, ci incoraggiava, ci faceva sentire la sua vicinanza». Il loro arrivo in piazza Grande ha scatenato un lungo applauso da parte delle migliaia di manifestanti. «Non ce lo aspettavamo - racconta - ed è stato molto emozionante, ci ha fatto sentire meno soli». Il mondo del polo siderurgico del piombinese è secondo Mauro una delle realtà più a rischio della provincia. «Lo sciopero era il momento adatto per accendere i riflettori su un settore di cui si parla poco. Siamo stufi dei contratti con deroghe che mettono a rischio i diritti dei lavoratori, stanchi di vedere i più giovani costretti a scendere a compromessi assurdi. Basti pensare che nell'ultimo contratto nazionale, i nuovi entrati hanno 11 ore e 10 minuti in meno di stipendio, e questo è il mio minimo. Il governo manca di una politica industriale e continua ad attaccare il sociale. Questo Paese deve reagire prima che sia troppo tardi. La giornata di oggi è un ottimo inizio, non dobbiamo fermarci qui». Fine del discorso: ora bisogna tornare a casa. In bici. L.M.

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