Gioco
E ora il Livorno ci deve credere
Fabrizio Pucci
◗
BLITZ. Federico Dionisi festeggia la vittoria di Pescara e (sopra) il monumentale LuciPlayoff: sei squadre in lotta per due posti, è un rompicapo gigantesco
4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Quattro ore e mezzo di calcio giocato alla fine della stagione regolare. Le trentanove giornate disputate hanno appena certificato solo tre verdetti ufficiali: Siena e Atalanta sono in seria A, il Novara ai playoff dove probabilmente sarà raggiunto oggi all'ora di pranzo dal Varese, impegnato in trasferta contro la Reggina. Gli ultimi nodi da sciogliere riguardano le ultime due partecipanti ai playoff (sei squadre in lizza).
Poi le retrocessioni e le squadre che si affronteranno nello spareggio-salvezza. L'intreccio è pauroso perché le ambizioni di alta classifica spesso si scontrano con voglia di evitare il precipizio che porta in LegaPro. Impossibile stabilire che cosa succederà. Altro che cubo di Rubik, questo finale di stagione è un rompicampo ben più complicato del dado colorato che faceva impazzire i ragazzi di trent'anni fa. Addentriamoci nella giungla.
Chi entra e chi esce. Nella lotta per guadagnare un posto al sole c'è stato un avvicendamento. Dentro l'Empoli, fuori il Crotone. Ieri i calabresi hanno perso (male) in casa con il Novara (pericoloso segnale di risveglio in chiave playoff) e sono rimasti a 50 punti. L'Empoli ha regolato l'AlbinoLeffe salendo così a 52, la quota da cui è possibile spiccare il volo con approdo al quinto o sesto posto. Per noi va di lusso. Abbiamo lo scontro diretto favorevole con gli azzurri e negativo con i pitagorici. La mezza dozzina di squadre in lizza per gli ultimi due vagoni del treno-spareggi è formata da Torino, Reggina, Livorno, Padova, Pescara ed Empoli.
Chi sta bene. Sono in tre ad avere il bioritmo decisamente in rialzo: il Livorno, il Padova e l'Empoli. Gli amaranto all'inizio della ripresa con l'Atalanta (gol di Bonaventura) erano più vicini ai playout che al sesto posto. Poi il brutto anatroccolo è diventato cigno. Sei punti pesanti come il cemento armato e ora sulle ali dell'entusiasmo tutto è possibile. Anche perché negli scontri diretti la situazione è favorevole su tutto il fronte (un pareggio e una vittoria con Reggina, Pescara ed Empoli, sei punti contro il Torino). Lo avevamo detto l'altro giorno. Attenzione al Padova. E' in serie positiva da lungo tempo e sembra aver trovato la quadratura del cerchio dopo l'allontanamento di Calori. Il nuovo allenatore Dal Canto sta compiendo un'impresa. I tre palloni rifilati all'Ascoli equivalgono a un avviso ai naviganti. Scoppia di salute anche l'Empoli che ha subito rimediato alla sconfitta con il Sassuolo e si è riproposto complice anche la difesa del Torino.
Le indecifrabili. Sono il Torino e la Reggina. L'ambiente granata è in ebollizione. L'altro sabato la squadra ha gettato via una grande occasione con il Piacenza. Il pari di Siena non fa testo. Era scontatissimo proprio come certi prezzi stracciati. Sabato all'Olimpico arriva la Triestina, tornata in corsa per la salvezza e solo allora capiremo di che pasta sono fatti i piemontesi. Anche la Reggina è un mistero, suo malgrado. Gli amaranto, infatti, devono giocare oggi la partita interna con il Varese (non semplice) e quasi tutta quella con l'AlbinoLeffe (partendo da 0-1 con i bergamaschi tornati pericolosamente nel calderone della bassa classifica). Per la matematica sono quelli che stanno meglio (sono indietro di due turni), ma anche questa è una considerazione che può essere aleatoria.
Chi sta male. Il Pescara è ancora in lotta a pieno titolo. Ma la sconfitta con il Livorno rischia di sgonfiare il palloncino dell'entusiasmo. Il panciuto portiere Pinna l'altra notte non deve aver chiuso occhio. La sua papera, invece rischia di aver chiuso la porta dei sogni abruzzesi. Sabato i biancocelesti sono a Vicenza. Al 'Menti' sapremo tutta la verità sulle loro ambizioni.
Nessuna partita facile. Il finale è thrilling in testa come in coda. Se davanti sono in sei ad ambire ai playoff, dietro, la lotta senza quartiere riguarda otto squadre impegnate ad evitare retrocessione diretta o playout. Così accade che non c'è nessuno disposto a fare regali. Secondo la situazione attuale, per esempio il Toro ha tre partite complicate (un testacoda e due scontri diretti). L'Empoli può aver vita facile solo a Vicenza all'ultima giornata. Tra gli avversari della Reggina solo il Grosseto non ha nulla da chiedere al campionato, mentre sabato il Padova troverà un Sassuolo affamato di punti prima di due scontri diretti. Il Pescara deve stare attento al Novara (vuole mantenere il terzo posto) e al Cittadella all'ultima giornata (granata a rischio). E il Livorno? Ha due partite ad alto coefficiente di difficoltà. E anche quella con il Frosinone sta prendendo un aspetto diverso dopo il successo dei ciociari sul Vicenza. I gialloblù adesso ci credono, ma se perdono a Novara sabato, potrebbero venire a Livorno solo per prendere una boccata d'aria e salmastro.
Poi le retrocessioni e le squadre che si affronteranno nello spareggio-salvezza. L'intreccio è pauroso perché le ambizioni di alta classifica spesso si scontrano con voglia di evitare il precipizio che porta in LegaPro. Impossibile stabilire che cosa succederà. Altro che cubo di Rubik, questo finale di stagione è un rompicampo ben più complicato del dado colorato che faceva impazzire i ragazzi di trent'anni fa. Addentriamoci nella giungla.
Chi entra e chi esce. Nella lotta per guadagnare un posto al sole c'è stato un avvicendamento. Dentro l'Empoli, fuori il Crotone. Ieri i calabresi hanno perso (male) in casa con il Novara (pericoloso segnale di risveglio in chiave playoff) e sono rimasti a 50 punti. L'Empoli ha regolato l'AlbinoLeffe salendo così a 52, la quota da cui è possibile spiccare il volo con approdo al quinto o sesto posto. Per noi va di lusso. Abbiamo lo scontro diretto favorevole con gli azzurri e negativo con i pitagorici. La mezza dozzina di squadre in lizza per gli ultimi due vagoni del treno-spareggi è formata da Torino, Reggina, Livorno, Padova, Pescara ed Empoli.
Chi sta bene. Sono in tre ad avere il bioritmo decisamente in rialzo: il Livorno, il Padova e l'Empoli. Gli amaranto all'inizio della ripresa con l'Atalanta (gol di Bonaventura) erano più vicini ai playout che al sesto posto. Poi il brutto anatroccolo è diventato cigno. Sei punti pesanti come il cemento armato e ora sulle ali dell'entusiasmo tutto è possibile. Anche perché negli scontri diretti la situazione è favorevole su tutto il fronte (un pareggio e una vittoria con Reggina, Pescara ed Empoli, sei punti contro il Torino). Lo avevamo detto l'altro giorno. Attenzione al Padova. E' in serie positiva da lungo tempo e sembra aver trovato la quadratura del cerchio dopo l'allontanamento di Calori. Il nuovo allenatore Dal Canto sta compiendo un'impresa. I tre palloni rifilati all'Ascoli equivalgono a un avviso ai naviganti. Scoppia di salute anche l'Empoli che ha subito rimediato alla sconfitta con il Sassuolo e si è riproposto complice anche la difesa del Torino.
Le indecifrabili. Sono il Torino e la Reggina. L'ambiente granata è in ebollizione. L'altro sabato la squadra ha gettato via una grande occasione con il Piacenza. Il pari di Siena non fa testo. Era scontatissimo proprio come certi prezzi stracciati. Sabato all'Olimpico arriva la Triestina, tornata in corsa per la salvezza e solo allora capiremo di che pasta sono fatti i piemontesi. Anche la Reggina è un mistero, suo malgrado. Gli amaranto, infatti, devono giocare oggi la partita interna con il Varese (non semplice) e quasi tutta quella con l'AlbinoLeffe (partendo da 0-1 con i bergamaschi tornati pericolosamente nel calderone della bassa classifica). Per la matematica sono quelli che stanno meglio (sono indietro di due turni), ma anche questa è una considerazione che può essere aleatoria.
Chi sta male. Il Pescara è ancora in lotta a pieno titolo. Ma la sconfitta con il Livorno rischia di sgonfiare il palloncino dell'entusiasmo. Il panciuto portiere Pinna l'altra notte non deve aver chiuso occhio. La sua papera, invece rischia di aver chiuso la porta dei sogni abruzzesi. Sabato i biancocelesti sono a Vicenza. Al 'Menti' sapremo tutta la verità sulle loro ambizioni.
Nessuna partita facile. Il finale è thrilling in testa come in coda. Se davanti sono in sei ad ambire ai playoff, dietro, la lotta senza quartiere riguarda otto squadre impegnate ad evitare retrocessione diretta o playout. Così accade che non c'è nessuno disposto a fare regali. Secondo la situazione attuale, per esempio il Toro ha tre partite complicate (un testacoda e due scontri diretti). L'Empoli può aver vita facile solo a Vicenza all'ultima giornata. Tra gli avversari della Reggina solo il Grosseto non ha nulla da chiedere al campionato, mentre sabato il Padova troverà un Sassuolo affamato di punti prima di due scontri diretti. Il Pescara deve stare attento al Novara (vuole mantenere il terzo posto) e al Cittadella all'ultima giornata (granata a rischio). E il Livorno? Ha due partite ad alto coefficiente di difficoltà. E anche quella con il Frosinone sta prendendo un aspetto diverso dopo il successo dei ciociari sul Vicenza. I gialloblù adesso ci credono, ma se perdono a Novara sabato, potrebbero venire a Livorno solo per prendere una boccata d'aria e salmastro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

