Italia
Borgo, l'ultimatum dei commercianti
«Vogliamo le soste a rotazione». Lunedì summit con gli assessori
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LIVORNO. «Niente corsia a senso unico tra piazza Roma e piazza Giovine Italia? Almeno dateci i parcheggi a rotazione per i clienti». Lunedì alle 21.15, nel centro sociale di via degli Asili, i commercianti e i residenti di Borgo incontreranno i rappresentanti dell'amministrazione comunale: gli assessori Giovanna Colombini, Paola Bernardo, Maurizio Bettini e il presidente della circoscrizione 3, Giovanni Battocchi. All'ordine del giorno: «Riqualificazione del quartiere e miglioramento della qualità urbana». Ma l'assemblea pubblica si preannuncia già caldissima. Perché arriva all'indomani della bocciatura del progetto di mobilità presentato dagli esercenti (corsia a senso unico tra piazza Roma e piazza giovine Italia, con cambio di marcia di un tratto di Borgo) e dopo la minaccia dei venditori di sciogliere il centro commerciale naturale. Uno dei più attivi in città, nato per far rivivere il quartiere attraverso la collaborazione con il Comune. Che però, «con la bocciatura di tutte le nostre proposte, è venuta meno». Nei giorni scorsi i commercianti si sono riuniti. All'interno non mancano divisioni tra chi spinge per un'azione drastica («sciogliamo l'associazione») e chi opta per un «riproviamoci». Ma c'è una richiesta che mette d'accordo tutti: «Il Comune ha detto no al cambio della viabilità, almeno realizzi in tutta l'area parcheggi a pagamento per i visitatori e gratuiti per i residenti che hanno la K». Ipotesi che suona come un ultimatum e che potrebbe non piacere agli abitanti. Battocchi frena subito: «Sarebbe un caos, poi dobbiamo aspettare l'apertura dell'Odeon. L'unica ipotesi, al vaglio dei tecnici, prevede la creazione di soste a disco orario in un'area circoscritta (ad esempio intorno all'asse corso Mazzini-piazza Giovine Italia), ma non certo in tutto il rione». «Sulla riqualificazione di Borgo - chiude - abbiamo messo dieci milioni. Da qui al 2015 il quartiere sarà rivoluzionato: i commercianti temono il periodo che sta nel mezzo (con i cantieri interni), e li capisco. Ma non li lasceremo soli: sappiamo bene che se muore il commercio, Borgo si spegne. In quattro mesi ci siamo incontrati tre volte, vorrà pur dire qualcosa...». Ma c'è da scommetterci: lunedì più che aria di pace, ci sarà vento di guerra. (j.g.)
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