Il Tirreno

Livorno

Parla il panettiere di corso Amedeo: «Accetto la punizione, però non ho fatto 5 scontrini in 5 anni»

«Multato per il pane dato in beneficenza»

L.L.

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 LIVORNO. «L'ultimo scontrino non emesso, quello che ha fatto scattare il provvedimento di chiusura, era per del pane e delle schiacciatine che avevo regalato a una donna che ha gravi difficoltà economiche: lei non lavora e il marito è stato licenziato. Ne aveva bisogno per mangiare. E io davvero non credevo di dopver fare lo scontrino anche per merce donata...».  A parlare è Stefano Romanelli, il titolare del panificio Susi, in corso Amedeo 111. Il suo negozio è rimasto chiuso martedì, mercoledì e ieri. «Ho imparato la lezione: non regalerò più niente a nessuno - dice il negoziante - Ma quel pane l'avrei buttato e mi è sembrata una buona azione donarlo a chi ha bisogno. Non dimentichiamo che io già pago l'Iva sulle materie prime: se devo sostenere la spesa delle tasse anche sulla merce che regalo, allora ci vado a rimettere. Non lo farò più».  La panetteria riapre oggi alle 6. «Il locale è blindato, non posso neanche entrarci - dice il panettiere - ciò vuol dire che io non posso panificare, così perdo anche il lavoro della giornata di domani (oggi ndr). Quindi sulla carta il provvedimento di chiusura è di tre giorni, nella pratica sono almeno tre giorni e mezzo. Neanche fossi un criminale!». Una "bella" punizione.  «Nessuna polemica contro la finanza e l'Agenzia delle entrate, è giusto che facciano il proprio lavoro - dice Romanelli - Ma a mia parziale discolpa posso dire che in cinque anni di lavoro non ho emesso solo questi 5 scontrini. Una bella media, tutto sommato», ironizza il commerciante.  In tutto Romanelli ha evaso 33 euro per cinque scontrini (dopo il quarto verbale consecutivo scatta il provvedimento delle Entrate). E uno degli scontrini era di pochi centesimi: «Sì è così, col pane capita anche di vendere merce per importi bassi, è normale».  Le multe che i finanzieri in borghese hanno contestato al panettiere sono di 140 euro l'una, che è l'importo minimo stabilito dalla legge.

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