Il Tirreno

Livorno

Il Pd tenta di ricucire il dissenso

Juna Goti
Il Pd tenta di ricucire il dissenso

Riunione del gruppo e della maggioranza in vista del voto sulla variante

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 LIVORNO. Sull'operazione Gran Guardia è pronta una chiamata a raccolta del gruppo del Pd in Comune, seguita a ruota da un vertice di maggioranza. Ad annunciarlo è il segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia, che ieri ha iniziato a inviare le e-mail a consiglieri e dirigenti.  All'incontro, fissato per mercoledì, prenderà parte anche l'assessore Paola Bernardo che ha seguito da vicino la stesura del protocollo di intesa firmato il 29 aprile dai proprietari della Gran Guardia, dal marchio H&M e dall'amministrazione comunale: al posto dell'ex teatro saranno realizzati uno store di abbigliamento, una sala cinematografica, un polo museale con il bar, uffici e appartamenti.  Tutto, però, è vincolato al passaggio in consiglio (entro il 30 luglio) della variante urbanistica necessaria ad estendere la superficie di vendita dell'edificio da 999 a 1500 metri quadri. Passaggio che sarà tutt'altro che indolore, per il freno delle opposizioni e per i dubbi di una parte della stessa maggioranza.  Dopo i mal di pancia manifestati da alcuni consiglieri del Pd, De Filicaia ammette che «abbiamo bisogno di fare un ragionamento interno». Ma aggiunge: «Mi sembra che l'operazione sia stata fatta come doveva. Abbiamo un imprenditore che ha chiesto di investire e un centro commerciale che darà lavoro a quaranta persone. Questa non è certo la risoluzione dei problemi occupazionali di Livorno. Ma non mi sembra il caso di sputarci sopra. A chi fa polemica dico che ci sarebbero ben altre questioni di cui discutere. E se ci fosse un'opposizione più intelligente sarebbe di aiuto anche a chi governa».  Il segretario territoriale, Filippo Di Rocca, sottolinea che «non vedo come si possa essere contrari a un'operazione che porta alla riapertura di un cinema, dà posti di lavoro e consente di recuperare un luogo storico», mentre la coordinatrice della segreteria, Marida Bolognesi, perferisce non intervenire.  Tra i banchi del Pd Vladimiro Del Corona ha già annunciato che non voterà la variante: «Non capisco quali siano i vantaggi per il pubblico, almeno una parte degli appartamenti poteva essere a canone concordato, considerando che probabilmente senza sistemare H&M i proprietari (che sono gli stessi del vecchio cinema Odeon) non sarebbero riusciti a far partire la trasformazione». Anche La Torraca ha chiesto di «vederci più chiaro, parliamo dell'apertura di una sala quando a pochi metri ce n'è già una che sta morendo».  In maggioranza il segretario Andrea Ghilarducci ripete le perplessità già espresse da Sel: «Accordo siglato senza il nostro coinvolgimento, e poi dov'è l'interesse pubblico?». Idv la battagliera è stranamente silenziosa. Il motivo? Oggi il capogruppo Andrea Romano e il consigliere Lorenzo Del Lucchese incontreranno l'assessore Bernardo «per capire qualcosa in più: ci pronunceremo subito dopo».

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