La protesta
Montenero e Castellaccio, è lì la festa
Aldo Della Nina
Poi la picchiata sul mare e l’arrivo alla Terrazza: a Livorno sarà spettacolo
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LIVORNO. Trent’anni esatti. Trent’anni dopo. Livorno e il Giro tornano ad abbracciarsi con un arrivo di tappa. Allora, nel 1981, a vincere fu Moreno Argentin. Un giovane Argentin che nel piazzale sotto il Santuario di Montenero lasciò il segno. Quel giorno, per la prima volta, si capì che il ragazzo aveva stoffa. Non a caso qualche anno più tardi sarebbe diventato campione del mondo con la splendida impresa di Colorado Springs (1986).
Stavolta il traguardo è posto sul mare, alla Terrazza Mascagni. Scenario stupendo per una frazione, la quarta in programma (martedì 10) che promette spettacolo. Sì, perché i corridori torneranno a Montenero, scalando però la parte più dura della salita, 600-700 metri davvero tremendi. Poi ancora più su, fino al Castellaccio. Qui la visuale è stupenda, ma nessuno, in corsa, avrà tempo di guardare il paesaggio. La discesa a rotta di collo fino all’Aurelia, la virata a destra e il Romito con la sua scogliera da favola. Al traguardo mancano poco più di dieci chilometri. Chi avrà fatto selezione (perché la selezione è probabile) proverà a giungere prima del gruppo sul viale Italia, davanti alla Terrazza.
È una tappa per finisseur. Il primo nome che viene in mente è quello di Giovanni Visconti, ma anche lo stagionato Stefano Garzelli potrebbe lasciare il segno (tra l’altro è stato il primo a visionare la parte conclusiva del tracciato). Sarebbe bello che fosse tra i protagonisti anche Diego Ulissi, uno quasi di casa (è di Donoratico) e alla sua prima esperienza al Giro dove correrà in appoggio a Michele Scarponi. Ma da lui è bene aspettarsi il giusto. Che la sua maturazione sia costante ma lenta: così si diventa campioni.
Gli organizzatori hanno definito la tappa di mezza montagna. In uno dei suoi ultimi sopralluoghi, Angelo Zomegnan, patron del Giro, disse che quello di Livorno sarebbe stato un finale da Milano-Sanremo. Anzì, andò oltre: «Anche Livorno avrà la sua piccola Sanremo». Forse ha esagerato un po’, ma quelle due asperità - una breve ma durissima con pendenze ripetute al 15‰, l’altra più dolce ma lunga - daranno un qualcosa in più, sicuramente arricchiranno una frazione che prenderà il via da Genova Quarto dei Mille e si snoderà quasi tutta sulla vecchia e amata Aurelia.
Livorno è l’unico arrivo in Toscana del Giro. La tappa sarà dedicata alla memoria di Gino Bartali, il grande campione simbolo di altruismo e generosità che spesso mise a repentaglio la sua vita trasportando, nascosti nella sua bici, importanti documenti contro il regime nazista. Siccome la nostra regione è terra di pedalatori, probabile prevedere una pacifica invasione di appassionati. Le stime parlano di non meno di 20-30mila persone che si accalcheranno lungo gli ultimi 25 chilometri, con picchi a Montenero e Castellaccio.
Livorno sta vivendo l’attesa con molto entusiasmo anche se i disagi non mancheranno e buona parte della città resterà paralizzata per alcune ore. Ma il gioco vale la candela. Il ritorno di immagine non avrà eguali e soprattutto saranno messe in evidenza le eccellenze del territorio a cominciare dall’Accademia Navale, uno dei simboli dell’Unità nazionale. Anche per questo (ma non solo) Livorno ha avuto il privilegio di ospitare il Giro battendo la concorrenza di molte altre candidate.
E il giorno dopo ancora Toscana. Il via della quinta frazione sarà da Piombino con arrivo a Orvieto. La splendida piazza Bovio ospiterà il villaggio di partenza, quindi la provincia di Grosseto, quella di Siena dove troveremo ancora lo sterrato. I ricordi dell’eroica e affascinante avventura dello scorso anno a Montalcino non si sono ancora sopiti. Speriamo nel bis.
Stavolta il traguardo è posto sul mare, alla Terrazza Mascagni. Scenario stupendo per una frazione, la quarta in programma (martedì 10) che promette spettacolo. Sì, perché i corridori torneranno a Montenero, scalando però la parte più dura della salita, 600-700 metri davvero tremendi. Poi ancora più su, fino al Castellaccio. Qui la visuale è stupenda, ma nessuno, in corsa, avrà tempo di guardare il paesaggio. La discesa a rotta di collo fino all’Aurelia, la virata a destra e il Romito con la sua scogliera da favola. Al traguardo mancano poco più di dieci chilometri. Chi avrà fatto selezione (perché la selezione è probabile) proverà a giungere prima del gruppo sul viale Italia, davanti alla Terrazza.
È una tappa per finisseur. Il primo nome che viene in mente è quello di Giovanni Visconti, ma anche lo stagionato Stefano Garzelli potrebbe lasciare il segno (tra l’altro è stato il primo a visionare la parte conclusiva del tracciato). Sarebbe bello che fosse tra i protagonisti anche Diego Ulissi, uno quasi di casa (è di Donoratico) e alla sua prima esperienza al Giro dove correrà in appoggio a Michele Scarponi. Ma da lui è bene aspettarsi il giusto. Che la sua maturazione sia costante ma lenta: così si diventa campioni.
Gli organizzatori hanno definito la tappa di mezza montagna. In uno dei suoi ultimi sopralluoghi, Angelo Zomegnan, patron del Giro, disse che quello di Livorno sarebbe stato un finale da Milano-Sanremo. Anzì, andò oltre: «Anche Livorno avrà la sua piccola Sanremo». Forse ha esagerato un po’, ma quelle due asperità - una breve ma durissima con pendenze ripetute al 15‰, l’altra più dolce ma lunga - daranno un qualcosa in più, sicuramente arricchiranno una frazione che prenderà il via da Genova Quarto dei Mille e si snoderà quasi tutta sulla vecchia e amata Aurelia.
Livorno è l’unico arrivo in Toscana del Giro. La tappa sarà dedicata alla memoria di Gino Bartali, il grande campione simbolo di altruismo e generosità che spesso mise a repentaglio la sua vita trasportando, nascosti nella sua bici, importanti documenti contro il regime nazista. Siccome la nostra regione è terra di pedalatori, probabile prevedere una pacifica invasione di appassionati. Le stime parlano di non meno di 20-30mila persone che si accalcheranno lungo gli ultimi 25 chilometri, con picchi a Montenero e Castellaccio.
Livorno sta vivendo l’attesa con molto entusiasmo anche se i disagi non mancheranno e buona parte della città resterà paralizzata per alcune ore. Ma il gioco vale la candela. Il ritorno di immagine non avrà eguali e soprattutto saranno messe in evidenza le eccellenze del territorio a cominciare dall’Accademia Navale, uno dei simboli dell’Unità nazionale. Anche per questo (ma non solo) Livorno ha avuto il privilegio di ospitare il Giro battendo la concorrenza di molte altre candidate.
E il giorno dopo ancora Toscana. Il via della quinta frazione sarà da Piombino con arrivo a Orvieto. La splendida piazza Bovio ospiterà il villaggio di partenza, quindi la provincia di Grosseto, quella di Siena dove troveremo ancora lo sterrato. I ricordi dell’eroica e affascinante avventura dello scorso anno a Montalcino non si sono ancora sopiti. Speriamo nel bis.
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