Italia
Tutti i dubbi di Sel sulla Gran Guardia: e l'interesse pubblico?
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La facciata della Gran Guardia coperta dai pannelli sul tema del cinema 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Dopo le critiche di diversi rappresentanti dell'opposizione e dopo i mal di pancia di qualche consigliere comunale del gruppo Pd, ecco arrivare un'altra bordata contro l'operazione di riconversione (commerciale-culturale-residenziale) dell'ex cinema La Gran Guardia: a spararla è Sinistra Ecologia e Libertà che, con una nota firmata da Andrea Cionini del Forum Ambiente e territorio, mette decisamente in dubbio l'interesse pubblico di questo intervento. Da qui al no alla variante urbanistica, il passo rischia di essere molto breve... Per prima cosa, Andrea Cionini critica le parole di Giovanni Lippi (rappresentante dei proprietari dell'immobile). «La proprietà - scrive l'esponente di Sel - non può e non deve dettare i tempi della discussione di un atto del Consiglio comunale. La conoscenza, l'approfondimento, e la discussione di un argomento devono avere i suoi tempi opportuni e necessari, almeno in un assemblea elettiva, visto che l'argomento non è stato discusso tra le forze politiche di maggioranza». Poi, però, Cionini sottolinea che Sinistra Ecologia e Libertà «ha sempre espresso la sua contrarietà a una espansione edilizia che porti ad un consumo di territorio, ma che occorra andare al recupero di aree ed immobili in disuso, in degrado e sottoutilizzati: l'immobile dell'ex cinema Gran Guardia chiuso e abbandonato da diversi anni, che ha suscitato molte proteste per il suo stato di abbandono, è uno di questi casi». Tutto a posto, dunque? Assiolutamente no. «Il problema - prosegue la nota - è che non è di proprietà pubblica ma privata, come molte aree o immobile nelle stesse condizioni, per cui bisogna fare conti con gli interessi privati, il che non sarebbe un problema, ma in caso di una variante al vigente Piano Regolatore caso ci deve essere anche un interesse pubblico. Il piano e l'accordo, firmato in questi giorni dall'amministrazione comunale con il privato, prevede una variante urbanistica per ampliare la superficie commerciale, e come abbiamo letto anche una sala cinematografica, una sala museo, venti appartamenti, e la cessione all'amministrazione di una superficie di 180 mq (non sappiamo per farci cosa)». «Dov'é l'interesse pubblico in un piano di questo genere?», si chiede Cionini. «Certamente ci saranno nuovi posti di lavoro - aggiunge - eliminare un ambiente degradato nel pieno centro cittadino, ma per Sel vi sono in città altre emergenze, per cui crediamo, che senza ledere gli interessi del privato, nell'accordo firmato tra amministrazione comunale e la proprietà, invece di acquisire 180 mq di superficie è più utile che una parte dei venti alloggi o quelli che saranno, potrebbero essere utilizzati per l'affitto a canone concordato, in modo da rispondere al problema dell'emergenza abitativa, che in città è molto grave». Ormai, però, l'accordo è firmato. E i patti sono da rispettare.
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