Il dolore
«Capisco perché le ditte scappano»
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Sopra la protesta in prefettura A destra i rallentamenti dei camion Bellabarba amareggiato. Scaffidi: se ne lavano tutti le mani
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LIVORNO. «Da mesi non riusciamo a lavorare, ma sembra che il problema non esista. Lo dico a malincuore: oggi capisco perché le aziende, quando possono, scappano da Livorno». È deluso Paolo Bellabarba. Ieri, dopo il vertice in prefettura, è stato convocato in Provincia con il cugino Federico. Ad aspettarli l'assessore Nicola Nista e il vicesindaco Cristiano Toncelli. «Tutti - riferisce Ballabarba, titolare della società che gestirà la discarica - hanno confermato la bontà delle autorizzazioni e il nostro diritto a lavorare. Ci hanno chiesto di stemperare i toni. Vedremo come risponderanno le forze dell'ordine. Se saranno, come riferito dai rappresentanti degli enti locali, più incisive. Perché non possiamo più andare avanti così: siamo in mano a un comitato che tiene in scacco tutti, anche le istituzioni. I camion scendono dalla collina a passo d'uomo, dietro a bambini e cavalli. È pericoloso: i lavoratori non vogliono certe responsabilità». «L'avvocato del comitato - chiude - ha dichiarato che se si farà la discarica saranno sette anni di Vietnam: è un uomo di legge?». Dura la portavoce del comitato degli abitanti, Rosaria Scaffidi: «Ci aspettavamo una decisione concreta. Speravamo che il passaggio dei camion fosse interotto almeno fino al pronunciamento del tribunale sulla strada. Non cederemo: nei programmi elettorali non c'erano discariche sui nostri monti. Se ne stanno lavando tutti le mani».
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