Il Tirreno

Livorno

Kutufà: «Al Limoncino troppi rischi Necessario rivolgersi al prefetto»

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  LIVORNO. «Perché ho sollecitato la convocazione del Comitato per l'ordine pubblico? Per evitare che la situazione precipiti e si arrivi a uno scontro fisico, a cui siamo andati, secondo tutte le testimonianze, vicinissimi». Così il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, interviene sulla vicenda del Limoncino dopo aver scritto al prefetto sollecitandolo a convocare il Comitato per la sicurezza.  «Se questo non è un problema di ordine pubblico - scrive - vorrei sapere quando si può parlare in questi termini. Bisogna far convivere il diritto a lavorare, sancito dalla Costituzione, con quello a manifestare nelle forme democratiche e civili. Le risposte a queste esigenze le devono dare le autorità preposte dallo Stato alla salvaguardia dell'ordine pubblico, e fra queste non ci sono gli enti locali».  «Questo non significa - continua Kutufà - abdicare al ruolo degli enti e della politica. È bene che si sappia che quando nel luglio scorso, al momento del suo insediamento, il questore D'Agostino venne a trovarmi in visita di cortesia, mi chiese quante vertenze aziendali fossero aperte sul tavolo della Prefettura. Quando risposi "zero" mi manifestò tutto il suo stupore, perché nella sua lunga carriera aveva sempre incontrato situazioni di crisi gestite direttamente dalle Prefetture. Da noi, dalle vertenze più grandi (Eni) a quelle minori (Londi) i tavoli per affrontare i problemi e, quando possibile, risolverli sono sempre stati gestiti dagli enti locali che non hanno mai abdicato alle loro funzioni».  E sulla discarica: «Nel caso in discussione, l'amministrazione che presiedo ha fatto le sue scelte, sapendo che quando si parla di rifiuti si possono suscitare proteste vivaci. Ma il problema del loro smaltimento resta e la Provincia, confortata dai pareri di tutti gli organi preposti, ha individuato una soluzione sul nostro territorio, guardando agli interessi generali. Non si è sottratta a un confronto con chi contesta tale scelta e, con una mozione approvata in consiglio, ha dato mandato al Cnr per uno stress test, volto ad assicurare ulteriormente l'assenza di possibili danni all'ambiente, ed operando per ridurre sensibilmente il numero dei codici dei prodotti ammessi al conferimento».  «Un atteggiamento responsabile, il nostro - chiude Kutufà - che deve incontrare analoghi comportamenti delle parti in causa, per non esasperare la situazione ed evitare il rischio, molto alto in questi giorni, di una degenerazione verso la violenza e il verificarsi di incidenti pericolosi.

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di Redazione web