Il Tirreno

Livorno

«Ex Gran Guardia, tengono nascosti gli accordi fatti»

L’ex sindaco Gianfranco Lamberti (Confronto)
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L’ex sindaco Gianfranco Lamberti (Confronto)

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 LIVORNO.  Il protocollo di intesa sulla Gran Guardia è stato appena firmato e il consiglio comunale sarà chiamato ad adottare, entro il 30 luglio, la variante urbanistica necessaria ad aprire, al posto della platea e del palco, un negozio di abbigliamento targato H&M. Negozio che sarà grande 1500 metri quadri e non 999 come previsto dagli strumenti urbanistici (da qui la variante). Nel teatro troveranno spazio anche una sala cinematografica, un museo, una biblioteca e appartamenti.  Ma il passaggio in consiglio si preannuncia già incadescente. Per il no delle opposizioni (che lamentano di essere rimaste «all'oscuro» dell'operazione) e per le richieste di chiarimento che arrivano dai banchi del Pd (Vladimiro Del Corona, ad esempio, ha già annunciato che voterà contro o si asterrà).  Ieri, sulle colonne del Tirreno, uno dei proprietari dell'ex teatro, Giovanni Lippi, ha invitato il consiglio a votare la variante «perché così sarà possibile riaprire uno spazio culturale e perché H&M darà lavoro a quaranta persone». L'assessore Paola Bernardo, nel corso di un incontro col gruppo del Pd, ha ripetuto che la proprietà avrebbe potuto realizzare solo case al posto della Gran Guardia (gli strumenti urbanistici lo consentono), mentre con il protocollo di intesa sarà possibile portare a termine un'operazione di valore per la città.  «Ma le parole del proprietario - scrive oggi l'ex sindaco Gianfranco Lamberti - sono una nota stonata, che merita qualche commento, al di là del fatto che ciascuno è libero di curare al meglio i propri interessi». «Il punto - sostiene - è cruciale ed è quello del crinale delicato tra interessi privati, ancorché legittimi, e interessi pubblici, tutelati dall'amministrazione. Fissare tempi e priorità dell'attività del consiglio è un potere autonomo del consiglio stesso e non condizionabile in alcun modo».  «Oggi - scrive - l'agenda vede molte questioni legate al governo del territorio aperte, da cui dipendono posti di lavoro ed esigenze primarie della comunità. Dalla variante anticipatrice per il nuovo Piano regolatore del porto alla variante per l'abitare sociale, fino al Piano della mobilità con la questione Odeon. «Di questa variante per la Gran Guardia nessun consigliere ha, ad oggi, conoscenza precisa, atti alla mano, nemmeno una comunicazione documentata in qualcuna delle innumerevoli commissioni che a volte finiscono a occuparsi del sesso degli angeli. Eppure questa di via Grande sembra essere una questione molto, ma molto concreta».  «Ecco allora - chiude - che quel delicatissimo equilibrio tra interessi pubblici e privati entra in campo e deve essere rispettato con assoluto rigore, senza forzature e condizionamenti. Fosse anche quello di alcuni posti di lavoro. Se le scadenze della variante per via Grande sono davvero così pressanti, c'è almeno da augurarsi che non vengano messe prima delle tante e più importanti questioni ancora non concluse che interessano davvero tutti».

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di Redazione web