Gioco
IL RICORDO DI OLIMPIO BIZZI
Bartali e quell'ardenzino che gli dava filo da torcere
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Olimpio Bizzi 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Quell'Olimpio Bizzi è un vero testardo, non ti fa un favore nemmeno a pagarlo. Mi mette sempre in difficoltà...». «Babbo, ma di dov'è Bizzi?». «Di dove vuoi che sia...è livornese, dell'Ardenza: son persone dal carattere forte, determinate, dure da battere». Il figlio Andrea ricorda come in casa Bartali, il mito Gino introdusse per la prima volta la parola Livorno. «Ne sentivamo parlare spesso per questo motivo - racconta il primogenito, intervenuto ieri a Villa Henderson - Olimpio Bizzi, chiamato "il morino", dava del filo da torcere a babbo e lui ne discuteva con noi, raffigurando un rivale agguerrito ma leale. E' così che ho conosciuto la vostra città, scoprendo in seguito un popolo appassionato e amichevole». I 25 km del percorso della quarta tappa sono dedicati a «Ginettaccio», e il figlio Andrea ringrazia le istituzioni e gli organizzatori per l'omaggio. «Il ciclismo in fondo è una grande famiglia - dice - non conoscevo molte di queste persone ma siamo subito entrati in sintonia. L'entusiasmo che ho trovato qui mi ha riempito il cuore. E non criticate le amministrazioni: quando passa il Giro si fa l'impossibile per trovare risorse, ma le strade nuove rendono bella la città non solo il giorno della tappa. I vostri sono luoghi magnifici, sono sicuro che il 10 maggio sarà un grande successo». Secondo Andrea Bartali, la partecipazione delle scolaresche agli eventi collaterali legati alla corsa avrebbe fatto felice il padre. «Era sempre dalla parte dei giovani, li spronava e incoraggiava, cercando di avvicinarli al ciclismo». (j.m.)
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