Il Tirreno

Livorno

Si inaugura il “minimondo vivente” al Museo di Storia naturale - le foto

Roberto Riu
Si inaugura il “minimondo vivente” al Museo di Storia naturale - le foto

La nuova struttura aperta al pubblico si compone infatti di terrari ed acquari dove si può osservare in ambienti appositamente ricostruiti una gamma di piccoli animali acquatici, anfibi e terrestri, taluni dei quali dall'aspetto un pò inquietante e quasi tutti provenienti da luoghi lontani.

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Un "minimondo vivente" arricchirà da domani pomeriggio (alle 17) il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo per conoscere, guardando da vicino, i segreti della zoologia rivolgendosi alle scolaresche, ma pure ai visitatori adulti.

La nuova struttura aperta al pubblico si compone infatti di terrari ed acquari dove si può osservare in ambienti appositamente ricostruiti una gamma di piccoli animali acquatici, anfibi e terrestri, taluni dei quali dall'aspetto un pò inquietante e quasi tutti provenienti da luoghi lontani.

Le grosse blatte fischianti del Madagascar, sebbene non proprio piacevoli a vedersi, sono però del tutto innocue ed occupano un importante ruolo nel loro ecosistema. Analogamente alcuni rospi, pur raffigurando la bruttezza per antonomasia, contribuiscono notevolmente all'equilibrio ambientale in quanto forti cacciatori di insetti. Restando fra gli anfibi troviamo poi i bizzarri axolotl, originari del lago Xochimilco in Messico, dalla pelle bianchiccia e le grosse branchie a ventaglio situate dietro la testa: una peculiarità che svela il loro essere animali "neotenici" ovvero che passano tutta loro vita allo stadio larvale pur potendosi riprodurre.

Altri ospiti abbastanza insoliti del terrario sono gli “insetti stecco” che sfruttano la loro particolare conformazione per mimetizzarsi nell'ambiente, mentre è invece assai appariscente il “granchio arcobaleno” che vive in Africa nelle foreste di mangrovie. Fra i rettili si segnalano poi un paio di gechi leopardini, tipici del bassopiano desertico turanico, ed un esemplare di agama, un sauro originario dell'Africa settentrionale, rinvenuto di recente nel porto di Livorno dove era giunto dopo essersi infilato a bordo di una nave. Info: tel. 0586-266711. Domenica 1° maggio il Museo sarà aperto dalle 15 alle 19.

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