LE TAPPE LEGALI
In tribunale è scontro sulla strada: se è privata crolla l'autorizzazione
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LIVORNO. Tecnici e politici hanno concesso tutte le autorizzazioni. Ma alla fine a decidere sul futuro della discarica sarà il tribunale. Anzi, i tribunali. 12 maggio: ricorso d'urgenza. È fissata per il 12 maggio, nelle aule di via De Larderel, la prima vera tappa del ricorso d'urgenza presentato dall'avvocato Patrizio Rossi, legale del comitato degli abitanti, per bloccare il passaggio dei camion di Bellabarba in via del Limoncino. Tutto in attesa dell'udienza, fissata per il 6 giugno, che dirà finalmente se la strada che porta all'impianto è esclusivamente privata (come sostengono i frontisti) o privata a uso pubblico (come ripetono la società proprietaria del sito industriale e l'amministrazione comunale). Quello del 12 maggio, ammesso che non ci siano intoppi e rinvii, sarà un passaggio delicatissimo perché, in questi giorni di blocchi e litigi, metterà i primi puntini sulle i dell'operazione discarica. 6 giugno: udienza sulla strada. A giugno è fissata, appunto, la prima udienza del processo civile che vede contrapposti gli abitanti di via del Limoncino, il Comune e la società proprietaria dell'ex cava. È stato il comitato a rivolgersi al tribunale sostenendo che via del Limoncino è privata e i mezzi superiori a 3.5 tonnellate (come deliberato dai frontisti) non possono passare. I frontisti, in particolare, ripetono che l'amministrazione comunale «non ha mai partecipato alle spese (ad esempio per il rifacimento della strada) e non ha mai erogato servizi (come pulizia o trasporto pubblico), sostenendo sempre che la strada fosse esclusivamente privata». Dall'altra parte Comune e Bellabarba evidenziano che «i mezzi passano da decenni: prima di autorizzare la discarica esisteva una cava. L'uso pubblico c'è sempre stato». Nessuno lo dichiara ufficialmente, ma se il giudice dovesse sancire che la strada è privata l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia dopo anni di conferenze dei servizi crollerebbe come un castello di carta. E i proprietari farebbero causa agli enti locali. In Procura tre indagati. Tutto mentre va avanti l'inchiesta penale aperta dal tribunale di via Falcone e Borsellino, inondato negli ultimi mesi da esposti e denunce. Gli iscritti al registro degli indagati, per il momento, sono tre: dovrebbe trattarsi di dirigenti della Provincia o del Comune. (j.g.)
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