Lutto
Discarica, vertice per l'ordine pubblico
Juna Goti
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I camion rallentati in strada Kutufà scrive al prefetto: lunedì si riunisce il Comitato per la sicurezza
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LIVORNO. L'affare discarica diventa una questione di ordine pubblico. A risolvere - o meglio cercare di risolvere - il caos che si è venuto a creare negli ultimi giorni al Limoncino ci penserà, infatti, il Comitato per l'ordine pubblico presieduto dal prefetto. A riferirlo è stato il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, che ieri mattina, insieme al vicesindaco Cristiano Toncelli, ha incontrato una delegazione di lavoratori di Bellabarba accompagnati dal sindacalista della Uil, Fabio Verdiani. I dipendenti della società proprietaria dell'ex cava del monte La Poggia - in fase di trasformazione in una discarica di rifiuti speciali - hanno raggiunto palazzo Granducale dopo la due giorni di alta tensione andata in scena ai piedi della collina livornese. Gli abitanti, riuniti nel comitato che da agosto dice no alla realizzazione dell'impianto, hanno rallentato il passaggio dei mezzi in via del Limoncino (che secondo i frontisti è a tutti gli effetti privata). A loro volta i camionisti hanno ostacolato l'ingresso nella provinciale che porta alla valle Benedetta. Inutile dire che nell'area si è scatenato il putiferio: parole grosse, rallentamenti del traffico, intervento delle forze dell'ordine. Poi il tentativo di intavolare una sorta di trattativa (con il passaggio a intermittenza dei mezzi) in attesa che sia il tribunale (sia quello civile che quello penale) a tirare fuori tutti dagli impicci. Ma l'accordo è fallito. Così mercoledì sera, «fortemente preoccupato della tensione che si è venuta a creare e dei rischi per l'incolumità delle persone», il presidente Kutufà ha scritto al prefetto, Domenico Mannino, per chiedere la convocazione urgente del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, di cui fanno parte (oltre al prefetto, che lo presiede) sindaco, presidente della Provincia, questore, comandanti dei carabinieri, della guardia di finanza e del corpo forestale. L'incontro è fissato per lunedì mattina alle 11. Ieri, nel corso del faccia a faccia a palazzo Granducale, i dipendenti di Bellabarba hanno ripetuto che «gli abitanti ci impediscono da mesi di lavorare, mettendo in seria difficoltà la società» e hanno annunciato che il 6 maggio «scenderemo in piazza per difendere il nostro posto di lavoro messo a rischio da un comitato». Paolo Bellabarba, dall'altra parte della cornetta, torna a ripetere le parole «cassa integrazione». «Ci auguriamo che lunedì - interviene - al Limoncino venga ripristinata la legalità». Dura la reazione del comitato: «La società manda avanti i lavoratori per nascondere il disastro della discarica». «La convocazione del Comitato per l'ordine pubblico - interviene Rosaria Scaffidi - è la dimostrazione che i nostri amministratori sono incapaci di governare. Non hanno argomenti convincenti e usano la forza». Immediate le reazioni politiche. Il consigliere del Pd, Adriano Tramonti, ieri mattina ha raggiunto il monte La Poggia dove gli abitanti hanno rallentato il passaggio dei mezzi camminando in fila lungo via del Limoncino. «Come consigliere comunale e come iscritto al Pd della zona - scrive - mi sono sentito in dovere di venire per vedere cosa stava accadendo, non certo per partecipare ai blocchi che prima il comitato e poi i lavoratori di Bellabarba hanno fatto in questi giorni. La situazione è difficile e tesa, credo sia opportuna una maggiore presenza della politica per rasserenare gli animi». «Il comitato ha tutte le ragioni - attacca, invece, Marcella Amadio (Pdl) - è scandaloso che per venire fuori da questa situazione si debba ricorrere al Comitato per l'ordine pubblico. La discarica sulla collina non si deve fare».
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